Data: 29/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Welfare, l'ok slitta al 12 ottobre. La scelta del governo per togliere dal tavolo il nodo dei precari. «Il protocollo varato dopo il referendum» annuncia Damiano Dini: temo che sia il preludio ad un annacquamento

ROMA. La Finanziaria non conterrà il protocollo sul welfare firmato il 23 luglio. Terrà conto dell'esito del referendum in corso tra i lavoratori e sarà presentato come disegno di legge collegato alla manovra e come tale, dovrà essere approvato definitivamente entro la fine dell'anno. Ma alla sinistra, che si è fatta portavoce dell'esigenza che fosse il Parlamento a dire se il protocollo va bene o deve essere cambiato, non è sfuggita la differenza: si tengono fermi i tempi dell'entrata in vigore, ma si dà la possibilità al Parlamento di migliorare il provvedimento.
La sinistra radicale aveva in questi giorni sollevato il problema delle tasse sulle rendite finanziarie, ma quello che davvero non poteva tollerare è che il «no» dei metalmeccanici e il referendum in corso nelle fabbriche (l'esito dall'8 al 10) non venissero proprio presi in considerazione. Quando il premier Prodi ha concordato sulla necessità che il protocollo andasse al vaglio del Parlamento (e non come aveva chiesto la Confindustria fosse messo nel testo della Finanziaria per essere approvato senza modifiche magari con un voto di fiducia), tutto il resto è venuto a seguire: fondi per i parchi, aiuti alle famiglie più deboli, qualche fondo anche per la ricerca, sconti fiscali per le tasse scolastiche, aiuti ai non-autosufficienti.
Era difficile dire che il pronunciamento dei lavoratori non aveva alcun valore. E difatti è stata la carta vincente della sinistra. Anche il ministro del Welfare Cesare Damiano a proposito del protocollo che include l'aumento delle pensioni (per questo è importante che entri in vigore dal 1º gennaio prossimo) lascia la porta aperta a possibili modifiche nigliorative. «Il referendum è un fatto democratico», ha detto, «e ne aspettiamo fiduciosi l'esito». Quanto al cedimento sui precari, Damiano nega: «Il governo è impegnato a evitare l'uso distorto dei contratti a termine». Comunque - annunciano Damiano e Letta - il protocollo andrà al varo in consiglio dei ministri il 12 ottobre.
I problemi però per la Finanziaria non verranno solo dalla sinistra. Ieri Lamberto Dini si è dichiarato preoccupato per le decisione di rinviare il Welfare a dopo la Finanziaria. Ha aggiunto: «Noi liberaldemocratici non vorremmo che sia il preludio a un annacquamento se non addirittura all'abbandono del protocollo stesso».
I sindacati confederali stanno premendo nelle assemblee perchè complessivamente il protocollo sia approvato. Eppure anche Raffaele Bonanni (Cisl) ha ammesso che «le assemblee vanno bene salvo qualche impennata in qualche azienda metalmeccanica».

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