Data: 30/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Prodi: promesse mantenute, fisco più leggero. «Iniziamo a distribuire i frutti della lotta all'evasione. E niente tasse nuove»

Sono veramente soddisfatto: è una manovra di svolta E il 12 ottobre ci occuperemo del capitolo welfare

ROMA. «Abbiamo mantenuto le promesse. Iniziamo a distribuire i frutti della lotta all'evasione. Alleviamo il peso fiscale senza introdurre nemmeno una traccia d'imposta di alcun tipo». E' un Prodi visibilmente soddisfatto quello che a mezzogiorno torna in sala stampa per illustrare la Finanziaria.
Insieme a lui c'è il ministro Tommaso Padoa Schioppa. Una Finanziaria «di svolta», assicura il premier, grazie alla quale la pressione fiscale (che quest'anno è salita al livello record 43,1 per cento) dal 2008 comincerà a scendere.
Neanche le poche ore di sonno a cui è stato costretto dalla maratona del Consiglio dei ministri (l'approvazione della manovra è arrivata pochi minuti prima delle 4 di ieri mattina) sono riuscite ad appannare la soddisfazione del premier. Il compromesso raggiunto spiana infatti, almeno per ora, le tensioni nella maggioranza. «Sono veramente soddisfatto del lavoro concluso dal Consiglio dei ministri che ha approvato in modo unanime e concorde - sottolinea il Professore - tutti i provvedimenti».
Per Prodi si tratta di una manovra «leggera nei numeri e corposa nei provvedimenti», che rilancia la crescita del Paese. Per questo non tralascia di ribadire all'opposizione, ma anche agli alleati, che il suo programma resta «di legislatura». E anche per quanto riguarda il capitolo welfare, il più spinoso per i rapporti con la sinistra radicale da una parte, e con Dini e i radicali dall'altra, Prodi nega qualsiasi rinvio. «Sapevamo che non si poteva fare tutto in un giorno - assicura invece - ma il 12 affronteremo il capitolo del welfare e chiudiamo il libro».
E in questo caso la scelta della data non è casuale. Il consiglio dei ministri del 12 si riunirà infatti subito dopo che sarà stato reso noto il risultato del referendum fra i lavoratori, che si celebrerà fra l'8 e il 10 ottobre. Se il referendum avrà approvato l'accordo, il governo avrà la strada spianata. Anche se l'agenda sembra ancora controversa. Franco Giordano ha infatti ripetuto ieri che il confronto per modificare il protocollo sul welfare è ancora «aperto» e che tutto si deciderà dopo il 20 ottobre. Vale a dire dopo la manifestazione convocata dalla sinistra radicale proprio contro quell'accordo, anche se il segretario di Rifondazione ripete che la manifestazione non sarà «contro il governo».
Il capitolo welfare resta poi decisivo anche per Dini e per i radicali. Entrambi hanno già messo in guardia che l'accordo non deve essere toccato, perché si tratta già di un compromesso. Ed Emma Bonino ha avvertito ieri che proprio da come si chiuderà quel capitolo dipenderà la valutazione dei radicali sulla Finanziaria.
Nel frattempo, il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, non nasconde soddisfazione ed ottimismo. Sottolinea che si tratta di una Finanziaria «snella nelle cifre e nelle norme»: sarà infatti costituita di non più di 100 articoli. E sottolinea l'inversione di marcia: l'inizio della restituzione ai cittadini dei fondi raccolti con la lotta all'evasione. «Io stesso - ammette - sei mesi fa non l'avrei ritenuto possibile», e ricorda di aver previsto che l'abbassamento delle tasse non sarebbe potuto cominciare prima del 2008-2009. «Con le norme sugli incapienti - sottolinea invece - abbiamo cominciato da quest'anno».
Un rasserenamento c'è stato ieri anche con Arturo Parisi. In un vertice a Palazzo Chigi, fra lo stesso ministro, Prodi e Padoa Schioppa sono stati infatti cancellati i tagli alla Difesa paventati la notte precedente e che avevano fatto insorgere Parisi. E sulla finanziaria arriva anche la benedizione di Walter Veltroni. «Mi sembra un ottimo accordo, sono molto soddisfatto. Romano Prodi e Padoa Schioppa hanno fatto un ottimo lavoro. Sono soddisfatto per la compattezza della maggioranza e per il segno di una Finanziaria che va in due direzioni: sostenere i più deboli e aiutare le imprese».

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