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Il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità la Finanziaria 2008. Sarà una manovra da 11 miliardi e mezzo di euro. Conterra' sgravi Ici per i redditi inferiori a 50mila euro di reddito. Il governo ha inoltre approvato un decreto fiscale per la restituzione dei proventi della lotta all'evasione che vara risorse da 7,5 miliardi, a partire già dal 2007, a favore delle famiglie piu' povere. A dicembre gli incapienti, i redditi inferiori ai 7500 euro annui e con imposta netta uguale a zero, riceveranno una 'tredicesima' di 150 euro: si tratta di 12 milioni di persone per le quali il governo stanzia 2 miliardi di euro. Previste poi risorse per l'emergenza abitativa e l'edilizia residenziale (500 milioni), aumento dei fondi per il 5 per mille (150 milioni) e più treni per i pendolari. Il decreto stanzia anche 3 miliardi per investimenti in infrastrutture, un miliardo per interventi nel sociale, e un altro miliardo per saldare il debito rispetto alla cooperazione internazionale. Stanziato anche mezzo miliardo per gli anticipi dei contratti del pubblico impiego. Confermata la decisione di rinviare l'approvazione del Protocollo sul welfare: l'intero pacchetto sarà affrontato dal cdm del 12 ottobre, una volta conclusa la consultazione tra i lavoratori.
Soddisfatto il premier Romano Prodi, che ha parlato di "manovra di svolta". "Dopo il risanamento, con questa finanziaria continuiamo un programma di legislatura", ha detto, aggiungendo che "il dividendo fiscale della lotta all'evasione continuerà a essere distribuito ai cittadini". Prodi ha sottolineato come ''i fondi per la casa siano un punto centrale''. ''C'e' un piano che prevede 550 milioni di euro per la ricostruzione delle case e per avviare un fondo che insieme al patrimonio dello Stato costituisce un volano per costruire nuove abitazioni''. Il premier ricorda inoltre ''l'abbattimento dell'Ici e l'aiuto per gli affitti''. ''Tutto questo - aggiunge ancora - costituisce un grande piano per la casa che non si vedeva da decenni''.
L'Ici, appunto. Dal 2008, e per redditi non oltre i 50 mila euro annui, i proprietari di immobili godranno di sconti fino a 303,29 euro l'anno. Alla detrazione gia' in vigore (103,29 euro) se ne potra' sommare una ulteriore carico dello Stato centrale, pari al 30% dell'aliquota base dell'Ici.
Anche chi e' in affitto potra' usufruire di una tassazione piu' leggera sulla casa, con sgravi fiscali che variano da 150 a 300 euro a seconda del reddito. In particolare, l'agevolazione per chi ha un regolare contratto di affitto registrato consiste in 300 euro l'anno per coloro che hanno un reddito complessivo Irpef fino a 15.494 euro lordi l'anno, e in 150 euro l'anno per i contribuenti con un reddito complessivo compreso tra 15.494 e 30.987 euro lordi l'anno. La detrazione non e' prevista per i titolari di alloggi popolari.
Per quanto riguarda le imprese, la notizia più rilevante è che l'Ires, l'imposta sui redditi delle societa', scendera' dal 33 al 27,5%. Inoltre l'aliquota Irap scende dal 4,25 al 3,9% e le imprese non dovranno dichiararla nel modello Unico ma comunicarla direttamente alle Regioni. ''L'Irap diventa sempre piu' un'imposta regionale'' e si pensa a ''una devoluzione completa dell'imposta alle regioni'', come ha spiegato il viceministro all'Economia, Vincenzo Visco.
Pubblico impiego, polemica sui contratti Per quanto riguarda le risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, il governo "prevede lo stanziamento di consistenti risorse aggiuntive (?) dirette a consentire, entro il 2008, la rapida chiusura del biennio contrattuale 2006-2007 secondo le intese e gli accordi sul pubblico impiego sottoscritti nel corso del 2007". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, che prosegue: "considerando di difficile attuazione la chiusura delle trattative per il successivo periodo contrattuale entro il 31 marzo 2008, rendera' disponibili, con la Legge Finanziaria del 2008, ulteriori risorse finanziarie corrispondenti a circa 700 milioni di euro per l'anno 2008 e a circa 1.200 milioni di euro per gli anni seguenti. Relativamente alla prossima stagione contrattuale auspica che, in attuazione dello specifico impegno sottoscritto con le organizzazioni sindacali nell'ambito nell'intesa del 29 maggio 2007, si giunga in tempi brevi alla definizione della durata triennale degli accordi. Contestualmente il Governo, attraverso un serio ed approfondito confronto con le parti sociali, si impegnera' a compiere i passi necessari per assicurare le occorrenti disponibilita' finanziarie".
La nota è una risposta alla protesta dei sindacati. Subito dopo l'approvazione della manovra, infatti, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del pubblico impiego, Carlo Podda, Rino Tarelli, Carlo Fiordaliso e Salvatore Bosco, hanno affermato che ''ci deve essere un evidente errore di comunicazione da parte del governo. Non possiamo infatti credere che abbia consapevolmente scelto di non rinnovare i contratti per 3,5 milioni e mezzo di lavoratrici e lavoratori''. Per esaminare questa ''grave situazione e per assumere le decisioni conseguenti'', le segreterie generali Cgil, Cisl e Uil delle categorie pubbliche incontreranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil lunedi' prossimo, 1 ottobre. Questa decisione del governo, ''se confermata - concludono i tre dirigenti sindacali - determinerebbe un quadro assai critico nel quale si verrebbe a trovare senza contratto oltre il 70% dei lavoratori dipendenti pubblici e privati nel nostro Paese''. |