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L'AQUILA. I disagi dureranno almeno fino a Natale e se il traffico verrà riaperto prima di quella data, sarà a senso unico alternato. La "spiegazione", comunicata in una conferenza dall'assessore regionale Tommaso Ginoble - con la quale ha voluto dire "basta con le proteste, ecco le cose come stanno" -, sulla chiusura della statale 153 da Navelli a Bussi, ha suscitato la reazione del Comitato, guidato da Dino Rossi, che ha manifestato con Tir e trattori per chiedere la riapertura del tratto della 153. L'assessore regionale alla Protezione civile, Tommaso Ginoble, ha fatto sapere che occorrono 2 milioni e 600 mila euro per intervenire per la messa in sicurezza del tratto della statale 153 interessato dagli incendi della scorsa estate, e appena ci sarà l'ordinanza del consiglio dei ministri, partirà l'appalto dei lavori. Ma il Comitato per la riapertura della strada, non ci sta. «Intanto ci sembrano tempi troppo lunghi e non crediamo che per Natale la strada possa essere riaperta. Inoltre», afferma Dino Rossi, «ci sembrano troppi anche i 2 milioni e 600 mila euro chiesti, perché lì si può intevenire subito, con personale specializzato, rimuovendo i massi pericolanti e facendo un monitoraggio sul terreno, per poi mettere le reti, come è già stato fatto cinque anni fa, senza spendere cifre iperboliche, perché forse con l'euro la gente si confonde ancora e non pensa che 2 milioni e 600 mila euro sono ben 5 miliardi di lire». «Noi chiediamo interventi immediati, perché ci sono le professionalità - perché nessun ente, in primis la Regione e poi la Provincia, si è rivolto, subito e non un mese e mezzo dopo l'incendio, all'Università dell'Aquila? - e poi sono incoscienti, all'Anas e alla Regione, se pensano di risolvere il problema deviando il traffico lungo la pericolosissima strada per Capestrano. E se viene giù qualche nubifragio, come oramai il nuovo sistema climatico ci ha abituati, che succede lungo quella specie di mulattiera? Se non otterremo risposte immediate, ricorreremo alla magistratura». |