Data: 03/10/2007
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Welfare, Epifani difende l'accordo. Il segretario della Cgil: «Se salta tutto è peggio». Ma Diliberto insiste: «Prodi dia ascolto ai fischi»

ROMA - Di fronte ai fischi ricevuti a Mirafiori dai vertici sindacali intervenuti per spiegare la riforma del welfare, il premier Prodi non deve «tapparsi le orecchie». Anzi: dovrebbe avere soprattutto «la saggezza che induce ad ascoltare il Paese». Ne è convinto Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, che parlando con i cronisti nel Transatlantico di Montecitorio ribadisce la ferma contrarietà del suo partito al protocollo stilato da governo e sindacati. «Noi lavoreremo per cambiare quell'accordo - spiega il leader del Pdci - ed in particolare ci impegneremo sul tema del precariato. Non credo che questo nostro atteggiamento possa essere considerato antigovernativo, anzi è il contrario».

EPIFANI: «SE SALTA TUTTO, E' PEGGIO» - A sostenere invece che l'accordo sul welfare va sostenuto perché «se salta tutto lavoratori e pensionati non stanno meglio, stanno peggio» è stato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani parlando all'Assemblea dei lavoratori dei call center di Wind. Secondo Epifani il problema non è «se il governo cade o no» ma «se la maggioranza sostiene in Parlamento l'accordo oppure se salta tutto. Se salta tutto, ha detto, non stiamo meglio, stiamo peggio. L'intesa segna un avanzamento, quello che c'è è meglio di niente».

«SEGNO DI MALESSERE» - Il leader dei comunisti italiani è anche tornato sulle contestazioni di lunedì a Mirafiori: «Sono un segno di malessere molto ma molto forte. Migliorare quell'accordo significa permettere al governo di recuperare i consensi che ha perduto tra i lavoratori». Diliberto considera «surreale» la discussione nata sulle differenze «tra fischi e mugugni» raccolti davanti alle fabbriche: «Hanno fatto notizie quelle contestazioni perchè alcuni ci vanno poco nei luoghi di lavoro. A me che ci vado spesso non fischiano...».

«PRESSIONE DI MASSA» - Per il segretario del Pdci comunque la vittoria del sì nelle consultazioni «è scontata»: «Il problema - spiega - sarà la quantità. Il tema ora riguarda il Parlamento. Io - osserva ancora - spero che ci sia una pressione di massa che permetta, anche attraverso la manifestazione del 20 ottobre, un miglioramento della legge». Diliberto infine torna sull'ala moderata della coalizione: i diniani? «Ho sempre detto che il pericolo viene da quella parte. Ma fino a quando non si sfilano restano miei alleati».

MONTEZEMOLO E I LAVORATORI - Dei fischi di Mirafiori ha parlato anche il presidente degli industriali italiani, Luca Cordero di Montezemolo. «Vivo dentro una fabbrica - dice Montezemolo a margine della cerimonia di inaugurazione del Cersaie di Bologna - e ho il massimo rispetto della libertà di espressione di chi lavora in fabbrica».

BIANCHI, NON VEDO DIFFICOLTÀ- Il provvedimento sul Welfare «non comporta rischi per la tenuta del governo», dice il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, a margine di una conferenza sulla Finanziaria. «Non vedo motivi - ha affermato - per preconizzare difficoltà per il Governo. Mai in tutto questo anno e mezzo la cosiddetta sinistra ha votato contro il governo».

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