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SULMONA. Ennesima odissea per i passeggeri della linea Napoli-Pescara, servita dai pullman dell'Arpa. Questa volta è toccato al mezzo partito dal capoluogo campano alle 14.30 di martedì scorso, con una trentina di passeggeri a bordo. Dopo una mezz'ora di marcia il pullman è stato costretto a fermarsi sull'autostrada, in una piazzola nei pressi di Caserta. «Per più di tre ore, dalle 15.15 alle 18.30», raccontano alcuni passeggeri, «siamo stati lasciati sotto il sole, in un ambiente ostile, pieno di immondizia e siringhe». Alle 18.30, i passeggeri sono stati caricati sul mezzo successivo, partito, sempre da Napoli. Lungo la strada tra Castel di Sangro e Roccaraso, alle 20.30 circa, un altro guasto ha fermato il secondo bus. «Era notte e faceva freddo», continuano i passeggeri, «siamo rimasti fermi in attesa che arrivasse un altro pullman da Pescara. Abbiamo cercato di metterci in contatto con la sede dell'Arpa, ma non rispondeva più nessuno. Gli autisti», aggiungono, «di fronte alle nostre proteste allargavano le braccia». Alcuni viaggiatori, soprattutto quelli di Sulmona, sono riusciti a mettersi in contatto con i familiari che sono prtiti in loro soccorso. Quelli di Pescara, invece, hanno dovuto attendere il pullmandelle 22. Non è la prima volta che i passeggeri della linea Napoli-Pescara sono interessati da guasti ai mezzi. Il tragitto è coperto, alternativamente, dall'Arpa e dalla consociata Satam. «Con la Satam», dicono ancora i passeggeri, «il viaggio ci tranquillizza, perché è un'azienda che utilizza mezzi più affidabili. Qando vediamo quelli dell'Arpa, in gran parte vetusti e sgangherati, non ci resta che farci il segno della croce ed affidarci alla buona sorte». |