Data: 04/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Del Turco: il centro oli si deve fare per il porto. Il governatore: ci sono tutte le autorizzazioni. Oggi il consiglio comunale per il sì

ORTONA. Il centro oli si farà, ci sono tutte le autorizzazioni, basta con le chiacchiere, punto e basta. E' la sintesi dell'intervento con cui il governatore abruzzese Ottaviano Del Turco ieri mattina ha messo fine alla querelle centro oli sì-centro oli no. «La Regione ha già espresso la propria posizione valutando le problematiche di impatto ambientale e di salute pubblica e rilasciando la relativa autorizzazione», ha detto perentorio Del Turco, affiancato dal segretario alla presidenza Lamberto Quarta, ai sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl incontrati all'Aquila per discutere del problema.
Archiviata la manifestazione pro-centro oli e la seduta del consiglio provinciale che ha affidato al consorzio di ricerca "Mario Negri sud" uno studio (che può essere comunque utile) sull'impatto dell'insediamento di primo trattamento degli idrocarburi che l'Eni vuole realizzare in contrada Feudo, la città è in attesa della decisione del consiglio comunale che si riunirà, salvo rinvio, oggi alle 10. Ma la notizia importante viene dalla Regione. I rappresentanti della Uilcem-Uil, Femca-Cisl e Filcem-Cgil hanno incontrato il governatore Ottaviano Del Turco che ha tagliato corto: il centro oli si farà, ci sono tutte le autorizzazioni. Alla faccia degli orientamenti suggeriti da tanti politici del centrosinistra, delle deliberazioni del consiglio regionale, dei pareri contrari degli assessori regionali all'agricoltura e all'ambiente, delle forti perplessità delle minoranze di centrodestra, almeno per An, delle proteste e dei cortei. Un intervento che ha il pregio della chiarezza, va detto in una situazione in cui sono stati troppi gli indecisi, ma che Del Turco aveva il dovere di fare mesi fa, non solo ieri mattina.
«Abbiamo spiegato le nostre ragioni e l'importanza che l'investimento Eni ha per la Regione e per lo sviluppo del porto di Ortona», dice Gianfranco Nervegna della Femca, «per il quale sono stati destinati ingenti finanziamenti, 60 milioni di euro. Del Turco e il segretario generale della presidenza, Lamberto Quarta, hanno espresso una posizione favorevole al progetto dati anche tutti i pareri positivi rilasciati dagli enti competenti. Non bisogna dimenticare che la Regione attraverso investimenti pubblici e privati ha puntato molto sullo sviluppo del porto e l'investimento Eni non potrà che contribuire all'obiettivo. Inoltre l'insediamento risponde anche alla carenza energetica di cui soffre l'Italia». «Come ho avuto modo di ribadire in più occasioni», aggiunge Del Turco, «il porto riveste carattere strategico per lo sviluppo della regione e si candida ad essere bacino di interesse nazionale capace di svolgere un ruolo primario nel traffico mercantile del Mediterraneo».
Il presidente e Quarta hanno quindi ricordato la presenza dei grandi gruppi industriali e le collaborazioni con Finmeccanica (progetto Galileo e Abruzzo engeenering), Micron (raddoppio stabilimento Avezzano), Sevel e Honda (partecipazione al progetto Automotive). «Sarebbe pertanto contraddittorio», sottolinea il presidente, «se il più grande gruppo nel settore dell'energia italiano, che manifesta interesse ad investire nella nostra regione, non trovasse ascolto e disponibilità delle istituzioni locali. Naturalmente la preoccupazione degli agricoltori e la salvaguardia delle nostre realtà agroalimentare rappresentano un impegno di questa giunta».
Secondo i sindacati i pareri favorevoli offrono garanzie sull'impatto ambientale. Per le Rsu la manifestazione (a cui ha preso parte anche la Ugil) di martedì sera è stata importante perché è stato raggiunto l'obiettivo di dare visibilità anche al mondo del lavoro che gira intorno all'indotto Eni. «I tempi sono maturi anche per la decisione del consiglio comunale», afferma D'Annibballe della Uilcem, «vogliamo rassicurare chi abita nella zona in cui sarà realizzato l'impianto che non ci saranno problemi».
A guardar bene tutti gli avvenimenti che si sono susseguiti in questi mesi, l'impressione è di aver assistito ad «una guerra tra poveri», contadini contro operai, mentre né la politica né i manager delle attività coinvolte su entrambi i fronti hanno saputo dare risposte precise agli innumerevoli quesiti giunti dalla società civile.
Intanto fiorisce una nuova polemica. Non è piaciuta al centrosinistra la presenza, sul palco dei favorevoli al progetto, del presidente del consiglio comunale Remo Di Martino che dovrebbe essere il garante di tutti. «Rispetto tutti coloro che manifestano», dice Pina De Lutiis, consigliera Ds, «ma non capisco perché Di Martino ha partecipato alla manifestazione di martedì e, al contrario, non si è mai presentato agli incontri di chi dice no. Non dovrebbe essere super partes?» Perplessa la sinistra anche per il consigliere Ilario Cocciola eletto nello Sdi e ora iscritto nelle liste del Partito democratico che sul palco ha dichiarato il voto favorevole al progetto.

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