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(ASCA) - Catanzaro - ''La CGIL e la FILT Regionale della Calabria denunciano la mancata applicazione della riforma del TPL (trasporto pubblico locale) della cui definizione il sindacato ha avuto un ruolo determinante con l'intento di estendere nel settore diritti e occupazione. Con la riforma si sarebbero dovute dare prioritariamente certezze agli utenti, ai lavoratori, alle aziende attraverso i necessari processi aggregativi''. Lo si legge in una nota della Cgil e della Filt Calabria. ''E' grave la responsabilita' assunta dalla Giunta Regionale, e dell'assessorato ai trasporti in primo luogo, nell'azione di interruzione di tale processo di riforma, pure presentato dalla Giunta Regionale in forma roboante. Ad oggi La Giunta Regionale - continua la nota - ha scelto di dare corso solo alle richieste delle aziende non solo garantendo la copertura del corrispettivo economico corrente ma addirittura impegnandosi a riconoscere un pregresso fortemente oneroso per la Regione. Nei mesi scorsi tale rivendicazione le aziende interessate l'avevano sostenuta con modalita' discutibili e strumentali come la serrata trovando l' opposizione non solo del sindacato, ma anche dell'allora assessore regionale ai trasporti, on. Naccari Carlizzi''. ''Per contro, gli aspetti qualificanti della riforma, come: l'integrazione vettoriale, tariffaria ed oraria, sono rimasti inalterati; nessun processo connettivo e' intervenuto con il sistema ferroviario calabrese. Di piu' - si legge ancora nella nota - e' irresponsabile che, pur in presenza dei decreti dirigenziali che hanno reso operativo un nuovo soggetto industriale coerente con la legge sul TPL, la Regione Calabria continua a trasferire le risorse ai vecchi concessionari, non piu' legittimati dall'attuale legislazione, commettendo, a parere della CGIL, una palese forzatura anche sul piano giuridico''. ''La Giunta Regionale si assume con cio' - sostiene la Cgil - la responsabilita' di assecondare se non di condividere la lobby affaristica delle aziende di trasporto. Tali aziende pur di continuare a perpetrare profitti non mancano all'occorrenza di strumentalizzare i lavoratori non corrispondendo o ritardano notevolmente il pagamento dei salari, con conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale, ormai non piu' sostenibili. Sono l'Assessorato ai Trasporti e il suo Dipartimento, a cui la legge destina l'esatta applicazione dell'insieme delle norme, oltre ai compiti di vigilanza e di controllo, a non assolve a tale funzione''. La CGIL e la FILT , ritengono, a questo punto, ''necessario la ripresa unitaria di un movimento di lotta di tutti i lavoratori del trasporto pubblico locale, sia per garantire la certezza dei loro diritti contrattuali, che per qualificare e migliorare il servizio di trasporto nella nostra regione''.
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