|
Pecoraro Scanio: massimo sforzo per trovare i colpevoli Stop ai veleni acquistati facilmente e risarcimenti rapidi PESCASSEROLI. Un'ispezione ministeriale nel Parco. Con il sorriso sulle labbra il ministro Alfonso Pecoraro Scanio lancia un siluro mettendo in discussione l'operato dell'Ente e invia degli ispettori per verificare che tutte le procedure siano state rispettate. Una dura reprimenda sapientemente mascherata con l'arte della retorica. Le polemiche sui ritrovamenti degli orsi, le accuse alla direzione di voler occultare le notizie, la tempistica stessa del rinvenimento delle carcasse: tutto questo ha alzato i toni spostando l'attenzione dall'attacco criminale a una specie protetta alla improvvisata gestione della notizia da parte dell'Ente. Insicurezza, dubbi che evidentemente il ministro non ha gradito. Così ieri mattina, in anticipo di qualche minuto rispetto all'ora prevista, Pecoraro Scanio è arrivato a Pescasseroli. Dopo un breve colloquio con i giornalisti si è allontanato per presiedere una riunione con il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, i sindaci di Pescasseroli, Carmelo Giura, e di Gioia dei Marsi, Gianclemente Berardini, il presidente del Parco, Giuseppe Rossi, e il direttore Aldo Di Benedetto. Un paio d'ore per fare il punto sulla situazione e definire la strategia da seguire. Poi il ministro è diventato un fiume in piena. I VERTICI DEL PARCO. Pecoraro Scanio ha escluso, almeno per il momento, la possibilità di un avvicendamento ai vertici del Parco. «Francamente», dichiara, «mi sembra che sia giusto unire le forze per arrestare i responsabili, gli assassini e i delinquenti che hanno ammazzato gli orsi. Non bisogna indebolire il fronte di tutti coloro che si devono battere contro questi delinquenti». L'ISPEZIONE. «Ho deciso di inviare un'ispezione al Parco nazionale d'Abruzzo sulle procedure adottate dall'ente nella comunicazione dei fatti che avvengono all'interno dell'area protetta. «Mi è stato confermato», ha detto il ministro, «che i due cuccioli sono deceduti per cause naturali, manderemo comunque una verifica». LA GESTIONE DEL PARCO. Il Pna, come nave ammiraglia dei Parchi, è rimasto per 6 anni nell'impasse per gli scontri tra enti locali e ministero. Il direttore va avanti attraverso rinnovi di mandato. Si può prevedere un meccanismo per evitare che questo si ripeta negli altri Parchi? «Ho posto rimedio in pochi mesi a un ritardo di anni», la replica di Pecoraro Scanio, «attivandomi personalmente e incontrando il presidente del Molise che poneva legittime richieste di maggiore attenzione alla sua regione. Me ne sono fatto carico personalmente e ho sbloccato la nomina di presidente e direttore». LA STRICNINA. L'uccisione di tre orsi e due lupi nel Parco nazionale d'Abruzzo, «è un reato contro un bene dello Stato» e come tale deve essere catalogato «affinché la pena sia più pesante». Il ministro dell'Ambiente punta il dito contro «singoli delinquenti che vanno arrestati perché la popolazione è da sempre amica dell'ambiente». I carabinieri del Noe (nucleo operativo ambientale) affiancheranno la Forestale nelle indagini. PARTE CIVILE. Il ministero dell'Ambiente, con la Regione Abruzzo, si costituirà parte civile contro i responsabili delle uccisioni. È l'annuncio congiunto di Pecoraro Scanio e Del Turco. «Ci costituiremo parte civile», ha spiegato il ministro, «e anche il presidente Del Turco mi ha assicurato che la Regione farà altrettanto, contro chi ha compiuto questo scempio». ACQUISTO DEI VELENI. Per Pecoraro Scanio occorre anche intervenire sul grave capitolo del commercio di veleni. «Bisogna rendere praticamente impossibile», è il suo punto di vista, «l'acquisto di veleni, soprattutto di stricnina. Mi hanno informato che nella zona ne esistono ancora grandi quantitativi che potrebbero essere nuovamente utilizzati. Per questo dovremo pensare ad una legge che vieti l'acquisto di veleni che oggi si possono comprare anche senza patentino». FORESTALE. Il ministro informa di «aver già chiesto al Parlamento il potenziamento del Corpo Forestale dello Stato. In Italia la pianta organica prevede duemila Guardie forestali a tutela delle aree protette, oggi ce ne sono in servizio meno di mille. L'anno scorso ho ottenuto l'assunzione straordinaria di oltre cento persone. Questo Parco dovrebbe avere in organico 55 guardie, ce ne sono invece 26 e questo è il lavoro principale da fare adesso». I RISARCIMENTI. «I danni provocati agli allevatori provenienti dagli assalti della fauna selvatica saranno pagati nel modo più veloce possibile». Secondo il ministro dell'Ambiente «bisogna migliorare i rapporti tra il Parco e la popolazione che risiede ai margini delle aree protette o addirittura all'interno. Nella Finanziaria del 2007 ho aumentato del 50% le risorse a favore dei Parchi e sono stati resi disponibili già dal 29 settembre. Ora punto alla penalizzazione dei reati contro l'ambiente». Il 22 ottobre è fissato il dibattito alla Camera. LA CGIL AL MINISTRO D'Aurora: atteggiamento lesivo opportunamente rivisto
PESCASSEROLI. Mimì D'Aurora, responsabile regionale ambiente della Cgil, esprime «pubblico apprezzamento» nei confronti del ministro Pecoraro Scanio «per essere intervenuto con grande saggezza a consigliare alla Direzione dell'Ente Parco di reintegrare nelle sue funzioni l'addetto stampa, rimossa con procedure lesive di diritti e dignità della persona interessata ed in un contesto che la sottoponeva ad inquietanti sospetti sulla sua correttezza professionale in un momento di attenzione mondiale verso il Parco». «Vogliamo auspicare», aggiunge il sindacalista della Cgil, «che con altrettanta saggezza la Direzione proceda al reintegro nelle funzioni della lavoratrice. Abbiamo temuto che all'interno dell'emergenza di questi giorni dovessimo misurarci con l'esplodere di una vertenza sindacale che ci riportava indietro nel tempo. Ci sfuggono le ragioni che spingono chi ha funzioni di direzione a convincersi che l'impegno ad assicurare la tutela del patrimonio naturalistico autorizzi ad ignorare i diritti delle persone e dei lavoratori in particolare». |