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Lunedì la compagnia farà conoscere il nome dei pretendenti. In gara anche il fondo Tpg e la cordata Baldassarre ROMA. Air France-Klm e Lufthansa frenano su Alitalia mentre AirOne va avanti con determinazione. A due giorni dal consiglio di amministrazione alla Magliana in cui l'advisor finanziario Citi dirà quali sono gli investitori disponibili ad acquisire il controllo della compagnia, le due grandi aviolinee europee smentiscono che saranno nella short list dei candidati. Nell'attesa, Alitalia ha ripreso quota in Borsa (+1,2% a 0,81 euro). Il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, parlando di una propria «intuizione», ha detto che saranno «almeno due se non tre le offerte significative» e che comunque lunedì, al termine del cda, il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, riferirà al governo, probabilmente cominciando dal premier, Romano Prodi, «quali sono le offerte ritenute degne di considerazione» e poi cercherà «di capire quale può essere l'ultimo passaggio» che dovrebbe portare, secondo le intenzioni dello stesso Prato alla vendita entro fine anno (ad affiancare Citi per la parte industriale ci sarà l'advisor Roland Berger). Sarà tattica, o forse perché vogliono preservare la trattativa privata da qualsiasi condizionamento esterno e perché sono ancora da definire aspetti importanti della partita come prezzo e condizioni, senza trascurare eventuali riflessi sul proprio titolo in Borsa, sta di fatto che Air France-Klm ha fatto sapere che «non ha proposto la propria candidatura per Alitalia» e che «non è al corrente dell'esistenza di una lista di cinque potenziali candidati all'acquisto», mentre Lufthansa ha ribadito che non è interessata all'Alitalia «nella sua attuale struttura ed a queste condizioni». Indiscrezioni confermano, invece, l'interesse di Air France-Klm e di Lufthansa - che non avevano partecipato alla precedente gara per la privatizzazione indetta dal Tesoro (azionista di Alitalia con il 49,9%) e poi fallita, perché le condizioni non erano interessanti - che studiano reciprocamente le mosse per non perdere il prezioso mercato del trasporto aereo italiano. Anche se c'è pure la spagnola Iberia in vendita, chi si aggiudicherà Alitalia, osservano esperti del settore, sarà molto più forte in Europa perché la compagnia italiana ha un posizione più centrale e vantaggiosa per i collegamenti con il più appetibile Oriente e uno spettro di mercati più ampio rispetto ad Iberia, che ha una collocazione più favorevole per i collegamenti con il Sud America, che è considerato un bacino più settoriale. AirOne ha ribadito la propria «determinazione» per rilevare Alitalia rilevando, tuttavia, che la trattativa dipende «anche dalla strategia e dagli interessi della controparte» e poi in corsa restano il fondo statunitense Texas Pacific Group e la cordata assistita dall'ex presidente Rai Antonio Baldassarre e dalla società Sviluppo Mediterraneo, presieduta da Giancarlo Elia Valori in cui - dopo che Emirates si è tirata indietro - ci sono un vettore italiano, un grande fondo internazionale e investitori italiani. |