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Oltre trentamila seggi, tre giorni di tempo per votare e cinque milioni di voti attesi: sono i numeri del referendum sul welfare che si aprirà oggi. Possono votare lavoratori dipendenti, pensionati, precari e disoccupati presentando nei seggi la busta paga, il libretto di pensione o il certificato del collocamento. 53.000 assemblee: le riunioni fatte per spiegare l'accordo. 8-10 ottobre: le urne apriranno in corrispondenza del primo turno di lavoro. Chiuderanno ovunque alle 14.00 del 10. I risultati ufficiali sul voto sono attesi per il 12 ottobre. Oltre 30.000 seggi su tutto il territorio nazionale, nelle aziende, sedi sindacali e patronati. Sono previsti anche seggi itineranti nei casi in cui c'é necessità. 15-16 milioni: la platea dei lavoratori, pensionati e precari che i sindacati considerano raggiungibili. Bisogna infatti tenere conto del fatto che il 95% delle aziende ha meno di 15 dipendenti e non è quindi sindacalizzata, della dispersione della popolazione sul territorio e dell'età avanzata per gran parte dei pensionati. 5 milioni di voti: Cgil, Cisl e Uil si aspettano di superare il risultato del referendum del 1995 sulla riforma delle pensioni (4,4 milioni di voti) e di raggiungere quota 5 milioni di partecipanti. I sindacati si aspettano anche di superare la percentuale dei sì della consultazione di allora (nel 1995 fu il 64%). |