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PESCARA. «Confidiamo di superare la soglia dei 66 mila mila 836 votanti che sono stati i lavoratori che votarono nel 1995. Uniti e compatti possiamo oggi avere una forza maggiore anche per il rinnovo dei contratti nazionali». Gianni Di Cesare segretario regionale della Cgil, ammette che la posta in gioco è alta. Il referendum sull'accordo sindacati-Governo sul progetto di Welfare può essere una svolta solo a condizione che ci sia il sì dei lavoratori. Le votazioni dopo 752 assemblee sono iniziate ieri e proseguiranno fino a domani. «L'appello lanciato dalle confederazioni sindacali, Cgil, Cisl e Uil», ricorda Di Cesare, «è quello di partecipare al voto. Noi ci auguriamo che il sì prevalga e l'accordo superi l'esame dei lavoratori». Per il segretario della Cgil nell'accordo ci sono punti importanti e positivi. «Dopo molti anni il sindacato acquisisce più risorse economiche per pensionati e lavoratori», fa presente Di Cesare, «si tratta di due miliardi e mezzo l'anno, per 10 anni. Abbiamo ottenuto una riorganizzazione flessibile per l'accesso alle pensioni che di fatto ammorbisce lo scalone, ed interviene a favore di quanti svolgono lavori pesanti e usuranti. Si interviene su chi ha perso il posto di lavoro. I lavoratori che avranno 57 anni e 35 di contributi potranno andare in pensione di anzianità. Le donne potranno andare in pensione a 60 anni con la pensione di vecchiaia e la modulazione di scalini. Successivamente si potrà andare in pensione a 58 anni, fino a ad arrivare a "quota 96", ossia la formula di pensione che somma l'anzianità e gli anni di lavoro. Le pensioni più basse saranno rivalutate ed è previsto una piccola 14esima». Nell'accordo ci sono novità anche per il mercato del lavoro con l'aumento delle indennità di disoccupazione del 10% e l'estenzione della cassa integrazione anche nei settori delle piccole imprese, nel terziario e nell'agricoltura. Punti critici, invece, sono i mancati incentivi per il lavoro straordinario e quello a tempo determinato. «Per noi questi capitoli restano aperti», osserva Di Cesare, «e puntiamo a migliorarli. Per noi questa prova democratica è molto importante anche per il futuro delle contrattazioni». |