La manovra finanziaria scontenta tutti. Grido di allarme dal mondo del tpl. Aut-aut di Asstra, Anav, Sindacati, Regioni, Confcooperative e Caipet. |
|
Continua a far discutere il disegno di legge finanziaria. Dopo il grido di allarme delle aziende di tpl, che nei giorni scorsi hanno denunciato il mancato inserimento di misure strutturali per il risanamento del settore, peraltro concordate durante il tavolo interistituzionale, Asstra e Anav hanno trasmesso alla Presidenza del Consiglio una nota di sconcerto per l'inatteso dietrofront del Governo. Le Associazioni esprimono tutto il disagio e la preoccupazione per un approccio ispirato ai provvedimenti tampone e paventano, in assenza di un ripensamento, iniziative di protesta. Il grido di allarme è stato ripreso anche dagli assessori ai trasporti di 11 Regioni, riuniti nei giorni scorsi nell'ambito di un incontro della Conferenza delle Regioni e Province autonome, che hanno espresso preoccupazione per il mancato recepimento dei principi concordati durante i lavori del tavolo per la riforma del tpl e formalizzati nel documento finale presentato dalla Presidenza del Consiglio. Quello che in particolare preoccupa le Regioni è la provvisorietà degli interventi, limitati al 2008, e l'assenza di interventi strutturali indispensabili al riequilibrio e al rilancio del settore. Anche i confederali si uniscono al coro. Per i segretari generali trasporti di Cgil, Cisl e Uil sorprende negativamente la mancanza di risorse per il tpl nella Finanziaria. "Una scelta che contraddice il lavoro svolto nell'ultimo anno a Palazzo Chigi". Alla sequela di bocciature si è aggiunto anche il Caipet - Comitato imprese trasporto persone - che denuncia l'irresponsabile atteggiamento del Governo: "E' necessario intervenire in maniera strutturale sul settore, per il suo risanamento e sviluppo, individuando le soluzioni sulle regole e sulle risorse - dichiara il presidente Nicola Biscotti, che aggiunge, il Governo ha ingiustificatamente vanificato il lavoro svolto dal tavolo interistituzionale riproponendo nella finanziaria la nefasta consuetudine degli interventi spot". Visione condivisa anche Federlavoro- Servizi di Confcooperative, che denuncia l'inspiegabile marcia indietro del Governo "che tradisce le attese di un settore che aspetta da anni interventi strutturali". |