Data: 10/10/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Abbiamo tagliato tutto, il Governo ora ci aiuti» D'Amico e le riduzioni alle spese degli assessorati: «Basta con i tavoli tecnici, qui serve la politica»

L'AQUILA - «Bene, ora ci restano soltanto i soldi per pagare gli stipendi e le bollette della luce». Messa così potrebbe sembrare una battuta, ma è serissimo l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico il giorno dopo i tagli alle spese correnti degli assessorati, decisi dalla Giunta regionale per integrare il bilancio 2007 della sanità fino alla cifra di 2 miliardi e 46 milioni e mezzo di euro. Servivano 57 milioni per pareggiare i conti, tanti ne sono stati trovati, anche se la delibera dovrà essere approvata dal Consiglio regionale che ha però soltanto un paio di settimane di tempo per farlo e senza stravolgimenti, pena il commissariamento della sanità abruzzese da parte del Governo. D'Amico ha avuto, come si dice, la mano pesante. Le sue sforbiciate hanno colpito tutti gli assessorati, ma alcuni sono stati penalizzati più di altri. «E' stato un passaggio obbligato -ha detto l'assessore- La Giunta avrebbe preferito non farlo. Ma diversamente sarebbero arrivati il commissario e nuove tasse. Il piano di risanamento della sanità ha eroso tutte le risorse della Regione. Non è rimasto più nulla per gli investimenti, è tempo che il Governo ne prenda atto e decida di darci una mano».
Dunque una scelta obbligata. E già il giorno dopo è possibile avere un quadro più preciso della manovra finanziaria. Il settore più colpito è quello delle politiche del lavoro e degli interventi in favore dell'occupazione, oltre a quello dell'assistenza all'infanzia, dell'adolescenza e della famiglia con un taglio complessivo di 20 milioni di euro. Ci si chiede come mai una cifra del genere non sia stata spesa, in tutto o in parte a due mesi dalla scadenza dell'esercizio finanziario. Ma questo è un altro discorso. La scure si è abbattuta poi sul turismo (meno 6 milioni e 300mila euro), sull'agricoltura (meno 7 milioni e 300mila euro), sull'edilizia agevolata, prima casa, fondi agli assegnatari e contributi per il pagamento dei canoni d'affitto (9 milioni e mezzo). Meno soldi alle comunità montane (1.920.000 euro), alle attività istituzionali (2 milioni e mezzo), ai progetti per la riduzione dei consumi energetici (4 milioni) e per lo sviluppo e la diffusione delle fonti di energia rinnovabile (4 milioni 400.000). Il commercio avrà 1 milione 920.000 euro in meno, e così la ricerca (750mila), la cultura (750mila), la raccolta differenziata dei rifiuti (500mila), gli interventi di edilizia di culto (750mila euro), lo sport (2 milioni e mezzo), gli interventi a sostegno delle attività produttive (2.570.000), i trasporti (3 milioni e 500mila), i progetti per il commercio (1.920.000), il recupero dei centri storici (500mila), il riattamento di opere pubbliche (1.381.000).
«Non abbiamo più la capacità di ricorso al mutuo -ha aggiunto D'Amico- Perciò dobbiamo chiedere al Governo un tavolo di confronto che valuti i grandi sacrifici che l'Abruzzo sta facendo. Ci serve un aiuto straordinario che ci permetta di finanziare in qualche modo lo sviluppo e mitigare gli effetti drastici della manovra finanziaria appena adottata. Ma il tavolo col Governo dovrà essere politico. Basta con i confronti tra tecnici, perché i tecnici badano soltanto ai numeri e noi oggi abbiamo bisogno di una valutazione politica della nostra situazione».
Per Marco Gelmini, segretario di Rifondazione comunista, invece, sarebbe stato auspicabile il commissariamento se non avesse portato ad un aumento delle tasse: «Accettiamo questi tagl, sia pure malvolentieri. L'alternativa sarebbe stato un ulteriore incremento della pressione fiscale e questo è stato evitato. Poniamo però una condizione: che gli stanziamenti, specie quelli per le politiche sociali e l'occupazione, siano ripristinati con la prossima finanziaria regionale e che la spesa sanitaria sia finalmente riportata sotto controllo. I finanziamenti per le politiche del lavoro e per l'occupazione, inoltre, dovranno essere finalizzati alla stabilizzazione dei precari».





www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it