|
L'AQUILA. Fabbriche, cantieri, uffici, aziende pubbliche. Anche a livello locale i sindacati hanno allestito una rete di seggi per raccogliere il parere dei lavoratori sul protocollo del Welfare. Le urne si sono chiuse ieri alle 14 e per i risultati definitivi bisognerà attendere la giornata odierna. Stando ai sindacati, i primi dati parlano comunque di una prevalenza del sì, a fronte di un'affluenza che, però, non pare sia stata altissima. L'adesione al referendum sull'accordo governo-sindacati del 23 luglio 2007, ricalcherebbe, secondo i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, quella nazionale. E il voto sarebbe fortemente orientato sul sì. Data la notevole presenza di seggi, su tutto il territorio provinciale, il coordinamento sindacale ha deciso di attendere qualche ora, prima di diffondere i risultati definitivi. Anche se dai primi dati trapelati, l'affluenza non sembra essere molto alta. Nel Comune dell'Aquila, che conta una pianta organica che supera i 400 dipendenti, avrebbero prevalso i no: 56 lavoratori contrari al progetto Welfare, 54 favorevoli e 4 astenuti. Vittoria del sì, invece, fra il personale della prefettura, dove i favorevoli sono stati 48, i contrari 9, con 1 astenuto. Anche in tribunale, prevalenza dei sì (26 voti), a fronte di 18 no. I sindacati, in attesa dell'esito ufficiale del referendum, esprimono una cauta soddisfazione: «Dai primi dati in nostro possesso»«, dice il segretario provinciale della Cisl Gianfranco Giorgi, «tra i lavoratori è prevalso il sì. Un risultato che ci aspettavamo, anche in base alla forte partecipazione registrata durante le assemblee tenute in tutti i posti di lavoro. C'è stato anche chi ha voluto esperimere il proprio dissenso, ma in misura sicuramente minoritaria». Le votazioni si sono svolte lunedì e martedì per l'intera giornata, mentre ieri i seggi sono stati chiusi alle 14. Tra i punti focali dell'accordo, sottolineati da Cgil, Cisl e Uil, ci sono pensioni, lavoro, sviluppo, nuovi diritti per giovani, anziani e donne. In merito al problema previdenziale, oltre a tre milioni di pensioni basse rivalutate, si prevede l'istituzione di un tavolo permanente e il superamento dello scalone della legge Maroni. |