Data: 11/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
D'Alfonso sparisce dalle pensiline. Pd, verso le primarie. Esposto della Gtm, applicato il regolamento comunale che vieta l'affissione. I vigili urbani sequestrano i manifesti alle fermate dei bus

PESCARA. Vigili urbani con i manifesti di Luciano D'Alfonso in mano. Non certo per attaccarli, ma per rimuoverli. Ieri mattina, dal centro fino alla periferia di Pescara, sono cominciati i sequestri di manifesti affissi alle pensiline degli autobus che ritraggono il volto del sindaco-candidato alle primarie del partito Democratico previste per domenica 14 ottobre dalle 7 alle 20. La polizia municipale, in seguito a un esposto della Gtm (Gestione trasporti metropolitani) ha eseguito il provvedimento di rimozione, applicando il regolamento comunale che vieta l'affissione di manifesti politici fuori dagli spazi consentiti.
L'operazione è scattata ieri mattina dal lungomare di Pescara fino alle strade del centro. Successivamente, i sopralluoghi sono stati estesi anche alle zone periferiche. I vigili urbani non hanno comunicato il numero dei «pezzi» rimossi. Ogni manifesto abusivo è stato staccato dal muro, ripiegato in quattro parti e repertato con l'ora e il luogo del sequestro. Per ogni manifesto fuori posto è prevista un'ammenda di 408 euro a carico del committente responsabile.
Si tratta di un nuovo atto della «guerra dei manifesti» che si è inevitabilmente accesa anche per un'elezione «interna» come quella del nascente partito Democratico. Nei giorni scorsi, infatti, il Collegio dei garanti per l'Abruzzo dell'Utar (Ufficio tecnico amministrativo regionale), che sovrintende allo svolgimento delle consultazioni, ha fatto scattare un provvedimento disciplinare nei confronti dell'assessore Tommaso Ginoble, l'altro candidato alla segreteria regionale. Ginoble ha affisso manifesti di dimensioni 6x3 metri, mentre il regolamento delle primarie parla chiaro e indica la possibilità di affiggere «unicamente» manifesti di 70 centimetri per 100. La segnalazione era arrivata dal «Comitato Luciano D'Alfonso», competitore di Ginoble, che ha «immediatamente trasmesso» l'irregolarità al Collegio dei garanti. Oltre alla censura, a Ginoble sono state date 24 ore di tempo per rimuovere i manifesti ed evitare la multa.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it