Data: 11/10/2007
Testata giornalistica: Ansa
Ferrovie: Di Pietro, va cambiata la struttura societaria

(ANSA) - ROMA - ''La holding Ferrovie fa le esigenze del gruppo e non del Paese: il problema e' capire se ci deve essere questa struttura e che ruolo debba avere''. Il ministro Antonio Di Pietro rilancia cosi' l'ipotesi di una separazione piu' netta tra gestione della rete e servizi, quindi tra Rfi e Trenitalia. Lo ha fatto evidenziando, dal punto di vista del ministero delle Infrastrutture, la difficolta' di avere come unico interlocutore Rfi, mentre strategie e piano industriale vengono definiti dalla holding. ''E' ora di metterci mano, e' questione di modello''. Il ministro spiega perche' ritiene che ci possano essere conflitti di interesse tra la posizione della holding Ferrovie e gli interessi pubblici recepiti nel contratto tra ministero e Rfi indicando che il contratto di programma 2007-2011 siglato tra Rfi ed il ministero, ''non e' quello presentato dall'amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti. Quello presentato dalla societa' era diverso''. Quello poi varato ''lo abbiamo ideato e scritto al ministero delle Infrastrutture, ed abbiamo preteso che venisse sottoscritto. Lo abbiamo fatto noi seguendo le direttive del ministero dei Trasporti che ha fatto un piano generale, ci dice come deve essere l'intermodalita', ed io ci credo e lo rispetto''. Un contratto di programma definito senza un confronto con ''una holding che studia il piano industriale, e non ne parla con me: tanto - dice Di Pietro - che ufficialmente il piano industriale non l'ho letto. Io sono andato a spulciare nella polvere, e so cosa c'e' scritto, ma formalmente nessuno me lo ha presentato''. Il ministro accenna solo alla soluzione che propone. Mentre Rfi, che gestisce la rete, ''deve essere dar conto all'azionista, il ministero dell'Economia, ed ai ministeri competenti'', recependo le indicazioni sugli ''interessi del Paese'', Trenitalia e gli altri operatori concorrenti ''devono competere'' alla pari per aggiudicarsi i servizi, ''per spolparsi quel poco di polpa che c'e' intorno all'osso''. Bisogna evitare che, per esempio, ''con la liberalizzazione si debba subire l'ingresso di un nuovo soggetto, che prende le tratte con la marmellata, quelle piu' redditizie, e lascia le altre carenti, senza che io possa interloquire. Cosi' io come faccio a far funzionare la rete in tutt'Italia?''. Quanto al rapporto tra ministero dei Trasporti e ministero delle Infrastrutture, ''credo che sarebbe meglio se ci fosse un solo ministero'', ribadisce Di Pietro, ma di fronte ad ''un dato di fatto, tra i due ministeri oggi non ci sono patologie di rapporti, abbiamo un dialogo continuo e costruttivo. Comunque credo che avere un solo ministero sarebbe meglio. Puo' far tutto il mio collega, sono disponibile a passargli lo scettro''. Che non ci sia nessun problema di coordinamento lo sottolinea anche il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, intervenuto alla stessa audizione presso la Commissione Trasporti della Camera: oggi, dice, ''la situazione e' fluida e funzionale''.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it