Data: 12/10/2007
Testata giornalistica: Corriere della Sera
SPECIALE REFERENDUM - Welfare, i sindacati: «L'81% ha votato sì» Sugli oltre 5 milioni di votanti, i no al protocollo firmato da Governo e parti sociali si sarebbero fermati al 18,38%

Governo soddisfatto per la vasta partecipazione. Damiano: «terremo conto del dissenso»

ROMA - Il sì al referendum sul welfare ha vinto con oltre l'81%. È questo il dato fornito da fonti sindacali: sugli oltre cinque milioni di votanti, tra lavoratori attivi e pensionati, il sì al protocollo firmato da Governo e sindacati avrebbe prevalso con l'81,59% mentre i no si sarebbero fermati al 18,38%. I dati definitivi dello scrutinio saranno comunicati domani (venerdì) nel corso di una conferenza stampa dei tre segretari generali, che parlano di vittoria «netta». «Siamo soddisfatti perchè la partecipazione al voto non è stata mai così alta» e perchè «i sì superano l'80%» ha detto Guglielmo Epifani. Il segretario generale della Cgil ha sottolineato che il risultato dimostra la «grande fiducia» dei lavoratori sul «sindacato confederale, la sua unità e la sua autonomia. Credo che il Consiglio dei ministri e il Parlamento - ha concluso - debba tenerne conto». E anche Palazzo Chigi manifesta viva soddisfazione per la «vastissima partecipazione» al voto sul protocollo. Lo sottolineano fonti dell'Esecutivo, che giudicano «importante» l'affluenza superiore a 5 milioni di votanti.

«TERREMO CONTO DEL DISSENSO» - Alla vigilia della presentazione del disegno di legge sul welfare al Consiglio dei ministri, intanto, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano sottolinea che il Governo terrà comunque «in considerazione l'area di dissenso» che emerge dalla consultazione. Il protocollo sarà tradotto in disegno di legge «così come è stato sottoscritto dalle parti», precisa Damiano, e se precisazioni nella scrittura saranno possibili dovranno comunque essere «condivise». In giornata Damiano ha incontrato il presidente del Consiglio proprio per fare il punto sul protocollo in vista del varo del disegno di legge. Lo stesso tema de welfare, viene riferito durante il briefing a Palazzo Chigi, sarebbe stato affrontato presumibilmente anche nel colloquio di Prodi con il presidente della Repubblica Napolitano.


Il ministro Paolo Ferrero (Eidon)
PRC - Salvo colpi di scena, dunque il Governo approverà il collegato alla Finanziaria che recepisce il protocollo senza modifiche rispetto al testo concordato lo scorso luglio con le parti sociali. Anche se il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero continua a chiedere modifiche e annuncia che il proprio voto dipenderà da quello chè dirà Prodi in Consiglio dei ministri. «Se non ci sono modifiche non c'è modo di votare quel testo ma confidiamo nel percorso parlamentare», aveva già annunciato il segretario del Prc, Franco Giordano. La parola finale spetta naturalmente a Prodi che però ha già detto mercoledì che l'unanimità in Consiglio dei ministri è importante, ma non è necessaria.

PROTOCOLLO BOCCIATO A MILANO - Protocollo bocciato nei luoghi simbolo della metropoli milanese. «Il no al Protocollo - come sottolineano I segretari della Camera del Lavoro di Milano Antonio Lareno e Nerina Benuzzi assieme all'area di sinistra della Cgil, Lavoro Società - è stato votato complessivamente dal 51% dei metalmeccanici e si afferma nei luoghi simbolo della metropoli milanese fra cui Comune di Milano, Fondazione alla Scala, Ikea, Carrefour, corriere della Sera, Rcs, Rai, Aem, Pirelli di Bollate, Consorzio Acqua Potabile». No al Protocollo anche «nelle sedi delle grandi case automobilistiche Citroen, Peugeot, Mercedes e poi alla Feltrinelli, in decine di appalti delle mense , alla Gfk Eurisko, al Ced della Camera di Commercio, fra i Vigili del Fuoco, al Politecnico della Bovisa, alla TIM, alla Ferrero, a Fastweb, all'Ansaldo Camozzi, alla Kone, alla Iveco, alla IBM, alla Sirti, alla Alstom, alla Siae Microelettronica».

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