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Meglio di ogni ottimistica previsione: i sì sono andati oltre l'81 per cento. Anche l'affluenza alle urne di lavoratori e pensionati per il referendum è stata più forte dell'obiettivo che si erano posti i sindacati. E' stato superato il numero dei cinque milioni di votanti, un milione i pensionati. Stamane i tre segretari generali daranno le cifre esatte dello spoglio. Si sa già che, a parte i metalmeccanici, nelle altre categorie il sì ha stravinto: nei tessili concorda con il protocollo una percentuale tra l'85 e il 90 per cento dei lavoratori, tra i lavoratori delle costruzioni il sì è stato il 90 per cento, il terziario si è schierato per il sì all'85 per cento. Anche per regione, il sì è maggioritario. In Calabria si è schierato l'87,48 per cento dei lavoratori, in Lombardia vince il sì al 75 per cento, in Sicilia il sì ha raggiunto il 92,33 per cento. Le categorie dicono molto sull'orientamento dei lavoratori. I pensionati della Cgil hanno votato sì oltre il 90 per cento. Quanto ai metalmeccanici Gianni Rinaldini, segretario della Fiom-Cgil, assicura che il 53 per cento si è schierato con il no. Il dato però è stato contestato dalle altre due federazioni. In particolare la Fim-Cisl assicura che i dati aggiornati alle 14 danno il no al 50,6 per cento. Per la Uilm invece addirittura i sì hanno prevalso facendo registrare il 51,5 per cento dei consensi. Questo voto, però, resta un problema per i sindacati. E' evidente che nessuno può contestare il malessere dei lavoratori, che soprattutto nelle grandi fabbriche hanno votato no. Secondo Rinaldini, la Cgil nel direttivo del 22-23 ottobre deve riflettere perchè «i metalmeccanici hanno votato contro l'accordo come accadde nel '95. Bisogna evitare di dire che c'è solo qualche matto in giro. Questa sarebbe un'operazione sciagurata rispetto alla discussione». E Rinaldini conferma la sua partecipazione alla manifestazione del 20 ottobre contro il protocollo. Il segretario della Fiom Giorgio Cremaschi che aderisce al Prc, ha sostenuto che il voto vero e autentico è solo quello che è avvenuto nei luoghi di lavoro. E il risultato, aggiunge, è che il sì e il no «se la sono giocati alla pari». Risponde Raffaele Bonanni (Cisl) a Rinaldini sostenendo che «la Cgil è uscita cambiata da questo referendum. Chiederemo a Cgil e a Uil di rivedere il sistema democratico all'interno del sindacato. Non è possibile farsi condizionare da persone non iscritte al sindacato e che non credono nel sindacato confederale». Esulta naturalmente il presidente della Confindustria Luca di Montezemolo che ha avuto ieri un colloquio di un'ora con Guglielmo Epifani e poi si è lasciato sfuggire: «Modifiche al protocollo? Non se ne parla proprio». E il leader degli industriali sostiene che anche Epifani è d'accordo. «Questo è un punto di cui non abbiamo nemmeno parlato anche perchè abbiamo ripetuto tante volte e quello della modifica è un tema che non si pone». L'incontro è avvenuto presso la foresteria della Confindustria. Le ironie non sono state poche. Rinaldini ha commentato: «Spero che Montezemolo non abbia rimproverato il voto alla Fiat ad Epifani...» |