Data: 12/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Le emergenze sul tavolo di Prodi. Del Turco: incendi e alluvioni sulla sanità serve un accordo

PESCARA. Tre questioni abruzzesi sul tavolo di Prodi. A illustrale ieri mattina al presidente del Consiglio dei ministri è stato Ottaviano del Turco presidente della giunta regionale. Su una questione, i sostegni economici a favore delle aree teramane alluvionate dal nubifragio di sabato scorso, già oggi il Consiglio dei ministri potrebbe intervenire con un provvedimento. Del Turco però ha bussato a soldi anche per altre due questioni: i fondi a sostegno delle aree montane attraversate dagli incendi e, lo spinosissimo capitolo del piano di rientro della sanità.
«Ho parlato a Prodi della situazione di emergenza in cui versa la costa Teramana», racconta Del Turco, «abbiamo bisogno di attrezzature e sostegni per le attività commerciali e artigianali. Ho parlato anche dei fondi per gli incendi accaduti questa estate, soldi non solo da destinare ai boschi ma anche alle molte attività commerciali e turistiche alle quali bisogna dare risposte concrete». Sul tema della sanità e sulla situazione del bilancio regionale Del Turco ha voluto porre una particolare attenzione. «Il presidente del Consiglio», sottolinea, «sono a conoscenza degli sforzi che sta facendo la Regione per risanare i conti della sanità. L'Abruzzo ha bisogno di risorse per investimenti e, in questo senso, mi sento di fare mia la dichiarazione che Prodi solo qualche giorno fa ha fatto al commissario europeo per gli Affari monetari, Joaquin Almunia, secondo cui, anche di fronte a difficoltà di bilancio e tenuta della spesa pubblica, non ha "intenzione di affamare un Paese". E' la stessa risposta che avrei dato io per l'Abruzzo. Noi abbiamo bisogno di curare il dramma della sanità abruzzese, ma non possiamo ignorare il fatto che il peso di questo dramma ha una pesante percentuale sul bilancio della Regione. Storicamente per responsabiltà che non sono nè sue nè nostre, ma che noi dobbiamo amministrare con saggezza e flessibilità. Prodi ha accettato questo binomio. Ci saranno una serie di colloqui per vedere come il Governo può tenere conto delle difficoltà della nostra Regione. Voglio solo ricordare che se riusciamo a passare questo difficile crocevia possiamo finalmente riprenderci i 600 milioni di euro che per 5 anni abbiamo deciso di rifiutare per quelle tristi ragioni che sono sotto gli occhi dei tutti. Nei passati cinque anni, invece, di amministare con rigore il bilancio della Regione si è preferito fare spese facili, oggi ne paghiamo le gravi conseguenze».

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