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Signor direttore, a proposito della vicenda che riguarda della strada parco di Pescara, vorrei dire che secondo la mia opinione si tratta sicuramente di un luogo dove i pescaresi vanno a svagarsi dopo il lavoro e nei giorni festivi, dove gli anziani si riuniscono per parlare e socializzare, dove i disabili hanno la possibilità di passeggiare con le carrozzine e socializzare, dove poter portare i bambini lontani da gas di scarico delle strade cittadine e, quindi, rende la qualità della vita migliore. Circa quaranta anni fa il filosofo Herbert Marcuse nel suo libro «L'uomo a una dimensione», distingueva tra bisogni veri e bisogni falsi. Ora certamente quello di svagarsi, di rilassarsi dopo il lavoro, di socializzare e di dialogare è, specie nella società odierna alienata, un di quei bisogni «veri». I bisogni falsi invece, secondo Marcuse, sono quelli «sovraimposti all'individuo da parte di interessi sociali particolari cui preme la sua repressione». Oggi molti cittadini che dopo il lavoro o nei giorni festivi frequentano la strada parco, quando questa non esisteva, probabilmente avevano come svago e di distrazione quello di frequentare i centri commerciali, non esistendo altri luoghi facilmente accessibili per lo svago. Se stabiliamo una analogia tra queste categorie di bisogni e quelle categorie enunciate da Marcuse, possiamo ipotizzare che verosimilmente le forze che si oppongono alla conservazione della strada parco sono molto più invisibili di quelle forze che invece sono apparenti. Riflettiamoci.
Nicola Chiulli Pescara |