Data: 16/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Le primarie non smorzano la tensione. I dati: D'Alfonso al 65% Ginoble arriva al 35%

PESCARA I dati ufficiosi ieri, sera davano, D'Alfonso al 65% e Ginoble al 35%. Dopo una campagna elettorale ad alta tensione, la prima prova che attende Luciano D'Alfonso, primo leader del Pd, è quello dei rapporti con la giunta ed in particolare con il presidente Ottaviano Del Turco. Ieri, sono ancora volate scintille. «D'Alfonso, ama essere incoronato non eletto», le parole del presidente Ottaviano Del Turco riportano in alto la tensione. Mai sopita dopo l'aut-aut, che culminò con l'annuncio di dimissioni in caso di candidatura di D'Alfonso.
Acqua passata? Niente affatto. I rapporti restano tesi. Così il segretario della Margherita, nel ricordare che oggi «il gruppo del Pd ha 17 consiglieri», vuole un cambio di rotta nei rapporti con gli alleati: Italia dei Valori e l'ex partito di Del Turco, lo Sdi in testa.
Che la battuta "sull'incoronazione" e la lettura dei dati elettorali non sono passati sotto silenzio, lo si capisce dalle reazioni.«Se il presidente della Regione maneggia i numeri del bilancio regionale come interpreta quelli elettorali del Pd, c'è di che essere preoccupati». Marco Presutti è lapidario. Lui ha guidato le liste di Enrico Letta totalizzando un risultato che in pochi si aspettavano. Ma è anche l'uomo più vicino a D'Alfonso.
Lui, il sindaco di Pescara per ora glissa sull'argomento. Aspetta forse "l'incoronazione" o meglio l'elezione ufficiale, che avverrà con la costituzione dell'assemblea regionale. Poi si vedrà. Silenzio anche dal presidente del Senato. Franco Marini, in questi giorni concentrato sul passaggio tutt'altro che agevole della Finanziaria nazionale a Palazzo Madama. Anche lui non commenta il voto abruzzese, che ha promosso il suo progetto che puntava a siglare in maniera forte l'unità tra Ds e Margherita, sotto la guida di un uomo a lui vicino come D'Alfonso. Marini non avrebbe manifestato sorprese per come sono andate le cose in Abruzzo. Un voto scontato, dicono gli uomini della Margherita che l'hanno sentito ieri. Lui però, ufficialmente, tace. Ma è il silenzio del lupo marsicano. Cosa accadrà ora? Per le prossime tre quattro settimane niente. Forse. Poi si vedrà. Tutto dipenderà da come i due protagonisti si muoveranno. Una cosa è certa, nulla sarà più come prima delle primarie.

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