Data: 17/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Le mie priorità, lavoro e sviluppo». Pd, i progetti di D'Alfonso «Recuperare 40 mila posti»

PESCARA. «Abbiamo un'ambizione: alle parole far seguire i fatti». «Avremo capacità di veduta e analisi. Attiveremo una mobilitazione di idee». A Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara e neo segretario del Partito democratico piace parlare in modo rutilante, ama le iperbole politiche, per poi planare sui problemi reali come il lavoro.
«All'Abruzzo dal 1992 mancano 40 mila opportunità di lavoro», conteggia Luciano D'Alfonso.
Alla sua prima conferenza stampa nel nuovo ruolo di segretario del Partito Democratico d'Abruzzo, D'Alfonso si mostra sereno compiaciuto, evita polemiche con il suo ex competitore, Tommaso Ginoble e ripete in più occasioni della «bella prova di democrazia partecipativa data domenica dai 109 mila cittadini». Così ieri mattina nella sala stampa dell'hotel Duca D'Aosta con accanto la segretaria diessina, Stefania Misticoni, annuncia a grandi linee il suo programma. Ha di fronte una platea fatta di militanti, di giovani sostenitori, di giornalisti e di alcuni fedelissimi pretoriani che sono quasi tutti Ds.
Vestito grigio, cravatta tono su tono, ben pettinato, appare, come al solito a pieno agio sotto i riflettori, senza ombra della maratona elettorale, «per le migliaia di chilometri percorsi», ricorda, «per quaranta giorni di dura campagna elettorale attraversando in lungo e in largo l'Abruzzo». «Dobbiamo fare in modo», esordisce, «che sia facile in questa regione coltivare il proprio progetto di vita, che sia quello delle persone che delle imprese».
A rendere possibile questa aspettativa sarà, secondo D'Alfonso «il cantiere inclusivo che il Pd sta allestendo. Ne potrà far parte chiunque lo desideri».
Il primo tema è quello dell'occupazione. «Un obiettivo del neonato partito», indica, «sarà quello di dare risposte alle 40 mila persone inoccupate o disoccupate che chiedono al sistema istituzionale ed economico di avere accesso». Sul come creare queste condizioni il neo segretario lancia la prima idea.
«Si intende», dice con tono severo, «dar vita ad un partito che si vuole far riconoscere per la sua capacità di modernizzare e di portare funzionalità al sistema economico e al sistema istituzionale».
D'Alfonso spesso adopera il termine filosofico di «visione» nell'indicare uno sguardo dall'alto che contempli l'aspetto istituzionale e quello politico. Ieri si è tenuto solo sul versante politico per non entrare nell'orbita del presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco, che in più occasioni lo ha avvertito chiamandolo però sempre affettuosamente «Luciano» a non uscire dal seminato ed occupasi di questioni politiche ed istituzionali che competono alla Regione.
D'Alfonso non lo cita mai per nome, accenna solo per due volte alla giunta regionale indicandone il lavoro positivo «per l'attività di risanamento e la correttezza contabile. La precedente giunta regionale di centrodestra», fa presente, «non riuscì mai ad approvare il bilancio. In questi tre anni la Regione ha sempre centrato questo obiettivo». Sulla legge Omnibus, «se non c'è certezza di bilancio», dice ancora il segretario del Pd, «è giusto che si privilegi che i soldi siano utilizzati per il sistema sanitario che garantisce la salute di tutti i cittadini. Ma, anche i Comuni hanno le loro esigenze che non saranno disattese».
Eppure dalle parole di D'Alfonso emerge la sua ambizione politica, quella di dare una svolta all'Abruzzo. Ammette che si è già tuffato nel lavoro per sviluppare «una grande attività di proposta per una presenza riformista nella società e nell'economia». Indica, ad esempio, come superare il dualismo tra costa e aree interne, di come rimuovere la logica di quattro capoluoghi di provincia: «oggi possiamo lavorare sulle città distretto», propone, «Popoli, Sulmona, Avezzano, Giulianova, Piana del Cavaliere, Valle Peligna; aree popolose che hanno superato le anguste mura dei confini cittadini».
A favore delle imprese propone la «defiscalizzazione di alcune aree per renderle attrattive a nuovi insediamenti, di promozione e infrastrutture», di come «il Pil regionale può crescere ma serve la buona politica e buona amministrazione». Per non tralasciare nulla D'Alfonso promette anche il ritorno «di talenti che lavoreranno in favore di questa regione».

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