Data: 17/10/2007
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Protocollo sul welfare "Un nuovo passaggio in Cdm" Ma la sinistra si oppone

Un nuovo consiglio dei ministri, il 17 ottobre, che riveda il disegno di legge sul welfare e vada incontro alle richieste dei sindacati. E' stato ipotizzato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, e neppure Romano Prodi scarta l'ipotesi, anche se ai cronisti che gli chiedevano ragguagli non ha dato risposte certe. I ministri della sinistra, infatti, si oppongono alla convocazione e chiedono che il ddl sia presentato così com'è al Parlamento. Tuttavia, se questo avvenisse, significherebbe rottura con Cgil-Cisl-Uil, dunque mesi di concertazione buttati all'aria.

Proprio in queste ore ha lavorato freneticamente la commissione governo-sindacati incaricata di limare le "distonie" (come le ha definite Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl) tra ddl e protocollo appena approvato dai lavoratori. 'Per ora abbiamo fatto una istruttoria generale, poi tireremo su la rete per vedere se c'è tutto. Spero che stasera si riesca a chiudere'. Lo ha detto all'Adnkronos Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil. 'Stiamo ancora lavorando - ha aggiunto -. Criticità non dovrebbero essercene se si applica il testo firmato a luglio, anche se c'è tutta una serie di tecnicalità legislative di cui dover tenere conto nella traduzione in norme'. A insistere sul passaggio in cdm del testo definitivo sul welfare è la Uil: 'deve per forza tornare in consiglio dei ministri per una nuovo voto. E ci andrà', ha detto il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. 'Stiamo ultimando gli approfondimenti, c'è qualche aspetto ancora aperto, ma il quadro volge al bello', ha aggiunto.

A Prodi non resta che convincere la sinistra. Che però, a giudicare dalle dichiarazioni del segretario del Prc Franco Giordano, guarda già all'arena parlamentare. 'Il protocollo sul welfare deve essere migliorato e lo si può fare con la disponibilità del movimento sindacale a guardare i punti di difficoltà'. Giordano l'ha affermato in un'intervista a Radio Radicale. 'Il sindacato ha contestato l'esigibilità del 60 per cento del rendimento sui giovani, noi sosteniamo questa proposta. Il sindacato ha chiesto l'abbattimento del tetto dei 5.000 lavoratori usuranti, è la nostra proposta. Però, per poter fare, questo occorre una diversa compensazione finanziaria. Così come sui contratti a termine e la precarietà la partita mi pare essere aperta. Si è proposto di escludere coloro che lavorano a tre turni, ma vengono designate 80 giornate e quindi quasi nessun lavoratore riesce a entrare in quel novero di proposte. Come si vede, quell'accordo deve essere migliorato e naturalmente rimane tutta aperta la partita della precarietà'. Conclude Giordano: 'Ci sarà un emendamento di tutta la sinistra sulla tassazione delle rendite. E' un fatto positivo che tutta la sinistra torni a produrre con una certa insistenza questo tema e con la riunione di ieri dei gruppi parlamentari si sono create le condizioni per un intervento unitario'.

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