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Un nuovo consiglio dei ministri, il 17 ottobre, che riveda il disegno di legge sul welfare e vada incontro alle richieste dei sindacati. E' stato ipotizzato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, e neppure Romano Prodi scarta l'ipotesi, anche se ai cronisti che gli chiedevano ragguagli non ha dato risposte certe. I ministri della sinistra, infatti, si oppongono alla convocazione e chiedono che il ddl sia presentato così com'è al Parlamento. Tuttavia, se questo avvenisse, significherebbe rottura con Cgil-Cisl-Uil, dunque mesi di concertazione buttati all'aria.
Proprio in queste ore ha lavorato freneticamente la commissione governo-sindacati incaricata di limare le "distonie" (come le ha definite Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl) tra ddl e protocollo appena approvato dai lavoratori. 'Per ora abbiamo fatto una istruttoria generale, poi tireremo su la rete per vedere se c'è tutto. Spero che stasera si riesca a chiudere'. Lo ha detto all'Adnkronos Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil. 'Stiamo ancora lavorando - ha aggiunto -. Criticità non dovrebbero essercene se si applica il testo firmato a luglio, anche se c'è tutta una serie di tecnicalità legislative di cui dover tenere conto nella traduzione in norme'. A insistere sul passaggio in cdm del testo definitivo sul welfare è la Uil: 'deve per forza tornare in consiglio dei ministri per una nuovo voto. E ci andrà', ha detto il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. 'Stiamo ultimando gli approfondimenti, c'è qualche aspetto ancora aperto, ma il quadro volge al bello', ha aggiunto.
A Prodi non resta che convincere la sinistra. Che però, a giudicare dalle dichiarazioni del segretario del Prc Franco Giordano, guarda già all'arena parlamentare. 'Il protocollo sul welfare deve essere migliorato e lo si può fare con la disponibilità del movimento sindacale a guardare i punti di difficoltà'. Giordano l'ha affermato in un'intervista a Radio Radicale. 'Il sindacato ha contestato l'esigibilità del 60 per cento del rendimento sui giovani, noi sosteniamo questa proposta. Il sindacato ha chiesto l'abbattimento del tetto dei 5.000 lavoratori usuranti, è la nostra proposta. Però, per poter fare, questo occorre una diversa compensazione finanziaria. Così come sui contratti a termine e la precarietà la partita mi pare essere aperta. Si è proposto di escludere coloro che lavorano a tre turni, ma vengono designate 80 giornate e quindi quasi nessun lavoratore riesce a entrare in quel novero di proposte. Come si vede, quell'accordo deve essere migliorato e naturalmente rimane tutta aperta la partita della precarietà'. Conclude Giordano: 'Ci sarà un emendamento di tutta la sinistra sulla tassazione delle rendite. E' un fatto positivo che tutta la sinistra torni a produrre con una certa insistenza questo tema e con la riunione di ieri dei gruppi parlamentari si sono create le condizioni per un intervento unitario'. |