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ROMA. Esclusione dalla nuove norme sui contratti a termine per i lavoratori stagionali e un periodo transitorio di 15 mesi per quei lavoratori che hanno avuto una successione di contratti con la stessa azienda ma non hanno ancora raggiunto quota 36 mesi: sono queste le novità principali dell'intesa tra Governo, Confindustria e sindacati sui contratti a termine. Chi quindi sarà assunto a termine dopo l'entrata in vigore della legge (1 gennaio 2008) dovrà rispettare nella successione dei contratti il limite dei 36 mesi (e a quel punto avere diritto a una sola proroga) mentre chi è già assunto al momento dell'entrata in vigore della legge continuerà ad avere le vecchie norme fino alla scadenza del contratto. Per chi è all'interno di una successione di contratti con la stessa azienda e arriva a quota 36 mesi durante il periodo di moratoria (15 mesi dall'entrata in vigore della legge) potrà andare avanti (e superare il limite) senza che ci sia la trasformazione a tempo indeterminato del contratto. Le nuove norme sui contratti a termine «non trovano applicazione nei confronti delle attività stagionali» definite dal Dpr del 1963 e successive integrazioni e da quelle che saranno individuate da avvisi comuni e contratti collettivi di lavoro». In deroga a questa norma è prevista la possibilità di stipulare un nuovo contratto tra gli stessi soggetti «una sola volta» a condizione avvenga presso l'ufficio del lavoro e con il lavoratore assistito dal rappresentante di una delle organizzazioni sindacali rappresentative. |