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Il secondo via libera dopo l'accordo raggiunto con le parti sociali su pensioni e contratti a termine. In Consiglio dei ministri Ferrero e Bianchi si sono astenuti: "Va migliorato in Parlamento". Dopo 36 mesi sarà possibile una sola proroga davanti all'ufficio provinciale del lavoro Commenti positivi da Epifani e Montezemolo: "Un testo condivisibile"
ROMA - Il Consiglio dei ministri riunitosi in seduta straordinario questa sera a palazzo Chigi ha approvato il nuovo testo del protocollo sul Welfare. Il provvedimento è passato con le astensioni dei ministri Alessandro Bianchi (Comunisti italiani) e Paolo Ferrero (Rifondazione comunista), mentre hanno votato a favore Alfonso Pecoraro Scanio e Fabio Mussi. "Astensioni costruttive". Il disegno di legge, ha fatto notare il ministro del Lavoro Cesare Damiano, "ha avuto gli stessi voti della volta scorsa ma con delle motivazioni più costruttive anche da parte di chi ha avuto un atteggiamento critico".
Pochi ritocchi. Il documento è leggermente ritoccato rispetto al testo sottoposto a referendum tra i lavoratori (il sottosegretario Enrico Letta ha usato le parole "integrato tecnicamente") e tiene conto dell'accordo raggiunto oggi al termine delle febbrili trattative tra governo, sindacati e Confindustria sui due scogli rappresentati da previdenza e contratti a termine. Proroghe più difficili. Le nuove norme stabiliscono che al termine dei 36 mesi è possibile una sola proroga del contratto davanti all'ufficio provinciale del lavoro con l'assistenza di un rappresentante sindacale. Proroga da cui possono derogare i lavoratori stagionali di quei settori disciplinati dal Dpr del 1963 e di quelli che saranno individuati attraverso avvisi comuni con i sindacati o attraverso accordi contrattuali collettivi.
La clausola transitoria. Infine, è stata messa a punto anche una sorta di clausola "transitoria" per risolvere il problema dei lavoratori che al primo gennaio 2008, all'entrata in vigore della legge, si trovino con un contratto a termine in corso. La soluzione individuata dovrebbe prevedere che per questi il conteggio dei 36 mesi, parta dopo 15 mesi dall'entrata in vigore della legge, e cioè da aprile 2008.
Previdenza nero su bianco. Per quanto riguarda la previdenza, verranno messe nero su bianco le quattro finestre per il pensionamento dei lavoratori che hanno totalizzato 40 anni di contributi e per le pensioni di vecchiaia (la questione non sarebbe così rinviata ad un ddl delega). Verrà anche inserito il tasso di sostituzione del 60% per le future pensioni, nonchè confermata la cancellazione del tetto dei 5.000 per i lavori usuranti.
Il sì di Cgil e Confindustria. Soddisfatto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: "Posso dire finalmente che il testo del Governo corrisponde esattamente all'accordo firmato con le parti sociali il 23 luglio scorso". Sulla stessa lunghezza d'onda le reazioni di Confindustria. Per il presidente Luca Cordero di Montezemolo si tratta di "un accordo condivisibile". "E' stato un giusto compromesso", ha aggiunto il vicepresidente Alberto Bombassei. "Credo - ha proseguito - che ci si è molto avvicinati alle nostre intenzioni, formulate all'inizio del confronto". Quanto al problema dei contratti a termine, secondo Bombassei "vi è stato l'impegno a limitare gli abusi".
Soddisfatto anche Veltroni. Decisamente positivo anche il giudizio di Walter Veltroni. "E' assolutamente un'ottima notizia - ha affermato il neosegretario del Pd - avevamo sperato che le integrazioni potessero avvenire con lo stesso grado di convergenza che si era determinato con il protocollo originale. E' la strada giusta, ciò che avevamo sperato e sollecitato, quindi sono molto contento, è un segno di ulteriore stabilizzazione e di apprezzamento dell'azione del governo".
Le ragioni di Ferrero. La nuova astensione di Rifondazione è stata spiegata così dal ministero Ferrero: "C'è un miglioramento nella parte che riguarda le pensioni perché viene introdotta una cosa importante come le finestre e una norma che permette ai giovani di andare in pensione con il 60% dello stipendio". "Sulla questione della lotta alla precarietà invece - ha proseguito - c'è un passo indietro".
Divisioni a sinistra. Quanto al fatto che Prc e Pdci si siano espressi in maniera diversa rispetto a Verdi e Sinistra democratica, secondo Ferrero non significa che le forze della futura "cosa rossa" siano già su posizioni divergenti. "C'è stata una replica del voto della scorsa settimana - ha chiarito - ma la cosa che a me pare importante e che è emersa nella riunione di tutti i parlamentari della sinistra è che sulle modifiche non c'è divaricazione. Il punto centrale ora è la precarietà". Tema su cui secondo il ministro del Prc dovranno intervenire le camere. "E' assolutamente necessario che in Parlamento si cambi la parte sulla precarietà", ha concluso Ferrero.
Bertinotti: "Intesa rasserenante". In mattinata lo stesso presidente della Camera Fausto Bertinotti aveva fatto capire di non vedere di buon occhio il ritorno del documento in Consiglio dei ministri, ricordando che questa "è difficilmente una sede di modificazioni di un accordo pattuito tra governo e parti sociali e sottoposto alla consultazione dei lavoratori". All'annuncio della nuova intesa, il presidente di Montecitorio si è detto comunque soddisfatto: "E' certo un elemento che rasserena".
Parlamento sovrano. Ma Bertinotti ha anche ricordato che "il Parlamento è indiscutibilmente sovrano nell'apportare quelle modificazioni che ritiene opportune". Il provvedimento, stando al calendario delle camere, dovrà arrivare in Parlamento entro oggi o al massimo domani. |