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PARIGI. Francia paralizzata per lo sciopero dei trasporti, il primo dell'era Sarkozy, indetto da otto sindacati contro il piano del governo di riformare i regimi pensionistici speciali. Per il capo dell'Eliseo è la prova del fuoco. Il governo, pur comprendendo i timori e le preoccupazioni dei sindacati, ha fatto sapere che non è disposto a cedere. Lo speciale regime pensionistico (introdotto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale per i lavori usuranti e che già nel 1995 il governo Juppè tentò invano di cambiare) costerà quest'anno alle casse dello Stato 5 miliardi di euro. «Se non si fa uno sforzo», ha detto il portavoce del governo, in dieci anni sarà difficile finanziare anche la pensione attuale degli interessati al regime. Secondo i sincacati, per la prima volta compatti dopo anni, l'adesione allo sciopero era a meta mattinata del 73,5 per cento e soltanto il 5 per cento dei treni ha svolto il servizio. Dei 700 collegamenti sulle tratte a grande velocità soltanto 46 sono stati programmati. La situazione è stata particolarmente difficile nella capitale, dove il servizio di trasporto metropolitano e di superficie è stato fortemente ridotto. |