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PESCARA. La rivolta dei cespugli. Alla Regione, infatti, archiviati voto e analisi sul Partito democratico, a far sentire la loro voce critica sono due partiti minori: l'Italia dei Valori e i Verdi, che sottolineano polemicamente il metodo su come il centrosinistra affronta il piano anti-deficit della Regione, sui tagli da fare e sul come è stata bloccata la legge Omnibus. Se per l'IdV, il coordinatore e consigliere regionale Alfonso Mascitelli parla di «presa in giro»; il capogruppo dei Verdi nel Consiglio regionale, Walter Caporale, chiede di evitare «assolutamente il commissariamento» della Regione. Nel contempo, Caporale chiede di «garantire i fondi stanziati, pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo», in altre parole i soldi della legge Omnibus ai Comuni. Sul piano politico è Alfonso Mascitelli ad avvertire che così facendo, tra rinvii ed esitazioni, la maggioranza non andrà molto avanti. «Prendere coscienza di una crisi istituzionale e politica che sta rendendo ingovernabile l'Abruzzo», dice puntando l'indice sui ritardi sulla strategia da attuare in merito al piano anti-deficit della sanità. Mascitelli senza troppi complimenti parla di «presa in giro». «Il problema non sarà capire se il commissario sarà Del Turco o un altro», sostiene, ma il vero nodo è la «crisi» tra partiti che non consentono di centrare gli obiettivi che la Regione ha fissato. «La polemica», osserva Mascitelli, «se assegnare le risorse ai Comuni oggi o tra due mesi con l'impianto della nuova Finanziaria è un'ennesima presa in giro. Da cinque mesi la Regione è bloccata sulla legge Omnibus. Non si può parlare di capacità di programmazione. Di fronte a una gestione così approssimativa, la definizione è del presidente della Commissione Bilancio, l'Italia dei Valori non potrà fare da stampella. Non si produce nessun giovamento se si va avanti con tagli e rattoppi, senza una visione organica di risanamento e di rilancio». Per Walter Caporale, invece, è necessario sia garantire «il Patto sulla sanità» e sia dare il via libera alla legge Omnibus. «Rimaniamo allo stesso modo fermi», dice «sulla necessità di garantire i fondi stanziati, pubblicati sul Bura individuando le risorse necessarie, a partire dalla prossima finanziaria». |