Data: 19/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Bilancio, l'Unione si spacca sulla manovra. La Margherita rimette in discussione l'Omnibus: i Comuni vanno finanziati

L'AQUILA. Maggioranza spaccata sui quattro provvedimenti necessari a recuperare dal bilancio gli 86 milioni necessari ad evitare il commissariamento. Ieri nella conferenza dei capigruppo in consiglio, l'Unione non ha trovato l'accordo sull'idea di approvare la variazione di bilancio nella seduta del Consiglio regionale di martedì 23, inserendola come emendamento alla legge sulla prevenzione delle apnee notturne presentata dal capogruppo dei Ds Donato Di Matteo. L'escamotage è stato messo in campo per baipassare le sedute delle cinque commissioni che in due giorni avrebbero dovuto esaminare i quattro provvedimenti.
Ma questa soluzione non entusiasma né la Margherita (che ha chiesto un tavolo di maggioranza che tra l'altro si impegni a distribuire nel prossimo Bilancio ai Comuni lo stesso elenco i finanziamenti assegnati con la Omnibus); né i Ds, visto che Di Matteo ha minacciato di ritirare la sua legge perché verrebbe smembrata dagli emendamenti.
Ma a far risentire fortemente Di Matteo è stata anche l'esclusione dalla sua proposta di legge della struttura di San Valentino come centro per la cura delle apnee da sonno. Se a questo si aggiungono le critiche delle opposizioni di centrodestra che considerano «una furbata» il ricorso agli emendamenti, il quadro è sufficiente per prevedere una seduta del Consiglio a dir poco infuocata. «Questo blitz non va bene, ci vuole un tavolo di maggioranza che oltre agli aspetti tecnico legislativi affronti il quadro politico», spiega il capogruppo della Margherita, Maurizio Teodoro, «e questo prima di martedì. La nostra posizione e quella dei Ds è rimasta quella del recente vertice di maggioranza. E la mediazione si può trovare sull'impegno sulla Omnibus, tra l'altro efficace perché pubblicata sul Bura, per il prossimo bilancio». Il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano è chiaro: «Non ci stiamo a fare i furbi, il centrosinistra si assuma in aula la responsabilità della scelta e delle conseguenze. Hanno perso un mese e mezzo per il partito Democratico ed ora vogliono risolvere con gli emendamenti. Noi ci siamo messi a disposizione per la manovra di bilancio, a patto che si fosse rimandata la discussione sulla Omnibus o che la stessa fosse abrogata».
L'unico dato certo dopo la convulsa, tesa e confusa giornata di ieri è la convocazione da parte della conferenza dei capigruppo della seduta del Consiglio regionale per il 23 ottobre prossimo. All'ordine del giorno tra gli altri provvedimenti, è stato inserita la proposta di legge di Di Matteo con il titolo più generico di "Prevenzione e programmazione in materia sanitaria".
Il capogruppo di Sinistra Democratica, Gianni Melilla, lancia un messaggio inequivocabile: «E'naturale che noi dobbiamo procedere all'approvazione della variazione perché il danno che deriverebbe sarebbe abnorme per la Regione. Probabilmente si è perso tempo che si poteva utilizzare per condividere in modo più largo la manovra. A questo punto deve prevalere il senso di interesse generale e rispettare il piano di rientro del deficit sanitario».

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