Data: 23/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Tagli, in Aula maggioranza a rischio. Capigruppo, intesa rinviata. L'Omnibus divide il Partito democratico

PESCARA. Prima il voto in Consiglio, possibilmente compatto, per dare il via libera alla manovra anti-deficit della sanita: 86 milioni di euro, trovati raschiando il barile di tutti gli assessorati, ed evitare così il commissariamento della sanità da parte del Governo. Poi si rifaranno i conti alla luce della nuova Finanziaria e si ridaranno i fondi ai Comuni, facendo tornare in pista la legge Omnibus. E si rimpingueranno le casse dell'assessorato al lavoro e alle politiche sociali, due settori falcidiati dai tagli. Su questa linea si è tentato ieri inutilmente di raggiungere un accordo tra i partiti della maggioranza. Oggi i partiti si rivedranno di nuovo cercando un'intesa complessa perché le divisioni attraversano l'Unione ma anche il Partito democratico. L'intesa, però, deve essere trovata oggi durante il dibattito in consiglio regionale. All'incontro erano assenti il presidente Ottaviano Del Turco e quello del Consiglio regionale, Marino Roselli. A presiedere la riunione è stato l'assessore al bilancio Giovanni D'Amico.
Assodato che la strada obbligata è quella dei tagli per tener fede al piano anti-deficit ed evitare il commissario di Governo, alcuni esponenti del nuovo Partito democratico sono tornati alla carica sollecitando il ripristino dei fondi della legge Omnibus per i Comuni.
«Dal nostro punto di vista», spiega Marco Fars (Rifondazione), «bisogna evitare il commmissariamento e dunque votare il provvedimento di bilancio, ma la prima operazione a seguire deve essere quella di rifinanziarie alcune voci insostuibili, come l'assistenza agli anziani non autosufficienti o le rette per i minori in istituto, certamente prioritarie rispetto a qualche rotatoria».
Ma sull'Omnibus Rifondazione non alza steccati: «È una legge votata dal Consiglio e pubblicata dal Bura, va rispettata».
La tenuta della coalizione tuttavia si vedrà oggi in Consiglio regionale. Il centrosinistra conta sulla carta una maggioranza ampia (25 consiglieri contro i 13 della Casa delle libertà, poi cui sono i due seggi dell'Italia dei Valori) ma dovrà tenere testa alle tensioni interne e ad una opposizione che va allo scontro frontale.
«Non faremo passare sotto silenzio questi provvedimenti», annuncia Giorgio De Matteis capogruppo dell'Italia di Centro, «vogliamo sapere cosa sarà cancellato e quali fondi saranno tolti. Vogliamo le carte e studiarcele».
La manovra di bilancio che andrà in aula prevede di tagliare dalle spese 2007, oltre agli 86 milioni di euro necessari per la sanità e la variazione di bilancio anti-commissariamento, altri 30 milioni di euro recuperando somme non utilizzate ancora nei vari capitoli degli assessorati.
Dei circa 30 milioni, 10 verrebbero assegnati al funzionamento del Consiglio regionale, circa 4 al programma operativo regionale (Por) e la restante parte, circa 16 milioni, per finanziare gli elenchi che figurano nella Omnibus. Ma si tratta di fondi virtuali così come ha ribadito Rifondazione con il presidente della Commissione bilancio, Angelo Orlando che ha insistito nel ricordare la delicata esposizione finanziaria della Regione.
Il centrosinistra si troverà anche la spina nel fianco dell'Italia dei Valori che già annuncia il suo voto contrario a quella che definisce una «manovra tampone» e contestano i partiti alleati.
«Sono convinto», osserva il coordinatore regionale, Alfonso Mascitelli, «che una politica di risanamento e di rilancio non può essere portata avanti con l'emergenza di una manovra da 80 milioni, che va a colpire in maniera indiscriminata settori vitali e che viene calata, all'ultimo momento, in Consiglio con un maxi emendamento, senza alcuna possibilità di discussione Questo la dice lunga sui margini di concertazione e compartecipazione che abbiamo di fronte».

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