Data: 24/10/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Emiciclo, il giorno del "taglia e cuci". L'emendamento evita-commissario passa a maggioranza dopo ore caotiche

L'AQUILA - Second life è qui, in Consiglio regionale. Illusione, realtà virtuale, finzione, comparse. Dalle dieci di mattina fino a sera tardi tutto si svolge fuori, non certo nell'aula dell'Emiciclo, quella vecchia perchè la nuova tutta fiocchi e lustrini non funziona ancora. Il fatidico emendamento salva-Regione, quello che dovrebbe evitare alla sanità il commissariamento è in cottura in una stanza segreta, a lavorarci chissàchi, l'assessore al Bilancio certo che no, è seduto al suo posto. Fino alle sei di pomeriggio non ce n'è traccia, neppure un foglio neanche un appunto, in aula si parla e si aspetta.
E' un taglia e cuci incessante, l'emendamento si materializza alle sei in punto, una manovra da 92 milioni di euro di cui due di oneri finanziari. Quasi ottantotto sul buco della sanità, due milioni per l'ammortamento dei mutui, mentre dalla vecchia Omnibus vengono ripescati 670 mila euro per la Protezione civile. E in onore di Di Matteo capogruppo Ds viene ripescato il presidio di San Valentino per gli esami "polisonnografici" e la cura dei disturbi del sonno. Ripescati dalla Omnibus anche i ventimila euro per i maestri di mountain bike che gli stavano tanto a cuore. Ma non è l'unico regalo. Ricorda Amicone che dalla Omnibus riveduta e corretta è stato salvato il milione e mezzo di euro per Abruzzo engineering, «una truffa ai danni della Regione». Alla fine, e sono le otto e mezza di sera, il maxi emendamento passa a maggioranza, l'Italia dei Valori non partecipa al voto, in aula solo tre consiglieri del Polo.
Al vetriolo i commenti della minoranza: «Utilizzare strumentalmente la proposta di legge sulla cura delle apnee notturne per infilarvi dentro il "cavallo di Troia" del maxi emendamento sulla sanità è una porcheria di forma e di sostanza» dice Fabrizio Di Stefano di An. «Un'offesa questa scorciatoia del maxi emendamento, non le fa onore -urla Benigno D'Orazio della Destra rivolto a Del Turco- Lei presidente, piuttosto venga qui più spesso a lavorare».
La giornata era corsa via senza emozioni, vistosa e scontata l'assenza del capogruppo della Margherita Maurizio Teodoro dopo lo strappo nel vertice di maggioranza di lunedì sera, assente al mattino come tre mesi fa e cioè all'esordio dell'Omnibus anche Ottaviano Del Turco, e la maggioranza sbuffa, è la seconda volta. I consiglieri-comparse parlano in attesa che il manovratore faccia il suo lavoro, De Matteis dice che l'unico collante della maggioranza è la perenne minaccia di dimissioni di Del Turco, «ma perchè non ci prova a darle per davvero, chissà che farebbe la maggioranza». Tancredi rilancia, magari venisse «il santo commissario». In effetti il Polo ci metterebbe la firma sull'arrivo del commissario e non lo nasconde, nel pomeriggio e cioè dopo il pranzo arriva Del Turco incavolato nero che dispensa cazziatoni a tutti, Daniela Santroni di Rifondazione compresa. Appena in tempo per partecipare all'ennesima riunione di maggioranza.
La Margherita e i Ds, quelli che vogliono a tutti i costi dare i soldi ai Comuni, rinviano di un mese le ostilità. Alfonso Mascitelli dell'Idv ormai fuori dalla maggioranza, assicura che lui questa variazione di bilancio non la vota, peccato che inciampi sui personaggi pirandelliani in cerca di autore o di emendamenti, sei non sette. Argomento a piacere, microfoni a disposizione, c'è ancora tempo: De Matteis spara su Ginoble per l'esclusione dalla prima ordinanza anti-incendi e per la statale 153 ancora chiusa, Antonio Verini se la dorme alla grande, frizzi lazzi e risate sulla legge per l'apnea, Pagano a nome di Forza Italia abbandona l'aula indignato. Per Gianni Melilla di Sinistra democratica questi tagli sono «intollerabili», nella finanziaria 2008 bisognerà mettere un freno al «fabbisogno sanitario per liberare risorse finanziarie da destinare a finalità essenziali: disabili, economia e lavoro». L'assessore alla Sanità alla fine commenta soddisfatto che questa è la prima volta che il fondo sanitario viene iscritto nel bilancio regionale. Un Consiglio-farsa, sembra di stare a teatro.

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