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ROMA - L'aveva detto: «Su Alitalia ci sarà presto una convocazione». Così è stato: il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, mercoledì prossimo aprirà le consultazioni sulla compagnia. Cominciando dai sindacati. Già, perché con lo stile informale che gli è proprio, il ministro espressione dei Comunisti italiani, riceverà per primi i segretari di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt, e il giorno dopo, i piloti dell'Anpac. L'irrituale procedura del ministro non avrà lasciato indifferente l'amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, che da tempo attende di poter interloquire con il governo. Finora l'unico contatto in agenda è quello, ancora da definire, con un sottosegretario: Massimo Tononi, incaricato dal ministro Tommaso Padoa Schioppa (Economia) di scandagliare lo stato delle aziende partecipate. Ma alla Magliana sperano che l'attenzione del premier, Romano Prodi, venga risvegliata anche dal suo nuovo consigliere, Daniele De Giovanni, che in Alitalia ha lavorato come direttore delle strategie ai tempi di Schisano-Riverso. A Cimoli un interlocutore operativo servirebbe, e al più presto: sulla sua scrivania un consulente di fiducia avrebbe depositato un dossier sul rinnovamento della flotta che coinvolgerebbe, tra l'altro, Airbus. Emissari del colosso francese avrebbero sottoposto a Cimoli ipotetici contratti da sottoscrivere rapidamente, prima che la maxicommessa cinese in arrivo occupi tutte le linee di produzione. Per Cimoli il rapporto con Airbus è importante anche per mantenere una porta aperta con Air France, in vista di una fusione. Così, non è apparso casuale che qualche settimana fa, l'amministratore della compagnia francese, Jean-Cyril Spinetta, abbia difeso Cimoli affermando che un cambio di vertice ora sarebbe inopportuno. Ma il sindacato frena: il segretario generale della Fit-Cisl, Claudio Claudiani, ha chiesto che «nessuna decisione venga assunta riguardo la flotta e la rete, perché queste eventuali scelte potrebbero pregiudicare il riposizionamento strategico dell'Alitalia». Per contro i piloti dell'Anpac, che con Cimoli sono in sintonia, chiedono che l'ampliamento della flotta avvenga al più presto, con un rafforzamento sul lungo raggio. Di fatto per Cimoli l'investimento sulla flotta è l'unica mossa possibile grazie all'aumento di capitale ottenuto a dicembre. I sindacati, spiega Claudio Genovesi (Fit-Cisl), hanno bloccato l'applicazione della parte del piano che prevede l'esternalizzazione di alcune attività, a partire dall'information technology e dall'amministrazione. Congelati anche i tavoli sul rinnovo dei contratti degli assistenti di volo e dei lavoratori di terra. La situazione si riflette sull'operatività della compagnia, come si spiega nella relazione all'ultima trimestrale, laddove l'aumento delle cancellazioni viene collegata «all'indisponibilità del personale navigante» (assenteismo) e alla normativa vigente sui limiti d'impiego che avrebbe «comportato problematicità anche nell'utilizzo di personale di riserva» (contratti a termine ndr ). La situazione, alla vigilia delle vacanze estive, rischia di esplodere. |