Data: 27/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Corsa a un posto nelle aziende comunali (Ama, Asm, Afm, Ctgs, Asi e Sed). Sono state presentate migliaia di domande per presidenze e consigli d'amministrazione

L'AQUILA. Quando si parla di costi della politica si leva sempre un coro di riprovazione verso chi è alla caccia di questo o quel posto, ben retribuito, all'ombra di un ente pubblico. Nella realtà poi quando c'è la possibilità di conquistare una poltrona c'è un vero e proprio assalto alla diligenza. E' il caso del Comune dell'Aquila. Per la presidenza di una spa comunale o per entrare a far parte del consiglio di amministarazione sono state presentate migliaia di domande per una trentina di posti.
Quasi mille le domande arrivate al Comune per la sola presidenza delle sei aziende partecipate (Ama, Asm, Afm, Ctgs, Asi e Sed) e dell'Istituzione centro servizi anziani (ex Onpi). Un numero smisurato. Ma se a queste domande si sommano quelle presentate per far parte dei consigli di amministrazione e dei collegi dei revisori dei conti, allora anche il solo conteggio diventa un'impresa. E tutto per andare ad amministrare aziende che, per lo più, navigano in un mare di debiti. Spa "anomale" - visto che il pacchetto societario di ognuna di esse, fatta eccezione per il Sed, è interamente nelle mani del Comune - e finora gestite dalla "politica" con risultati devastanti. Spa servite non ad offrire servizi efficienti, ma a far quadrare i "conti" presentati dai partiti e a risolvere le tante crisi che in questi anni si sono susseguite, una dietro l'altra, e che sono sfociate in un ricambio continuo di assessori e amministratori delle ex municipalizzate. E nell'elenco degli aspiranti presidenti, tanti sono quelli che hanno presentato domanda per più di una o addirittura per tutte le aziende. Tra loro anche gli stessi presidenti uscenti, ex consiglieri e assessori di centrodestra che avevano risposto ai bandi promossi dall'amministrazione Tempesta alla vigilia della scadenza del suo mandato. Bandi poi riaperti dal nuovo sindaco e dunque ingrossati con i nomi di altri esponenti politici, di consiglieri comunali e persino di qualche assessore dell'Unione. Tra loro, ad onor del vero, anche qualche non professionista della politica. Una scelta ampissima per il sindaco Cialente che ora, dopo aver rivisto gli statuti delle aziende (cda composti da tre persone e riduzione dei compensi), dovrà fare le sue scelte infomando preventivamente i capigruppo.
Decisioni non facili, vista l'esigenza ormai non più rinviabile, di risollevare le sorti di alcune Spa. A cominciare dal Centro turistico del Gran Sasso che, con i suoi svariati milioni di debiti, è sull'orlo del fallimento. Il cda uscente è, tra tutti, quello che ha percepito i compensi maggiori. C'è poi la questione dell'Asi, che avrebbe dovuto gestire il patrimonio del Comune ma che non è stata mai messa in condizione di operare. Il cda è rimasto, però, sempre in carica. Pure per l'Asi è stato fatto il bando (152 le domande arrivate), anche se ad oggi non è stato ancora chiarito il suo futuro. E a rendere insonni le notti del sindaco c'è l'Asm, la cui spesa è ormai fuori controllo a causa delle tante assunzioni "ingiustificate" per un'azienda che si occupa della raccolta di rifiuti. La Spa sembra avere, infatti, più amministrativi di una banca.
Cialente in campagna elettorale ha promesso di voler cambiare pagina e di affidare le aziende alle cure di professionisti. Ci ha già provato per il Centro turistico, ma i tre commercialisti sui quali puntava avrebbero declinato l'invito. Intanto spuntano i nomi di Salvatore Placidi per l'Ama, di Manuela Villacroce o di Tullio Buzzelli per l'Asm. All'Afm sembra aspirare Giuliano Tomassi.

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