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Entro l'anno il 3º piano sanitario E nel 2008 più fondi dallo Stato In cassa 2 miliardi 121 milioni PESCARA. «L'Abruzzo non è più regione canaglia». È visibilmente soddisfatto il presidente Ottaviano Del Turco presentando il risultato della seconda verifica romana sui conti della sanità. I 31 provvedimenti di settore e la variazione di bilancio approvata in consiglio regionale il 23 sono passati all'esame del tavolo di monitoraggio dei ministeri della Salute e dell'Economia in una manciata di minuti, sbloccando quasi 451 milioni di euro. «Queste risorse vanno a risanare il sistema e a portarlo a riequilibrio», spiega l'assessore alla sanità Bernardo Mazzocca. A questo punto si aprono i giochi per ottenere la terza tranche del finanziamenti, 206 milioni, e per l'approvazione del terzo piano sanitario «che compendia», spiega l'assessore, «il piano di rientro». Ma oggi Del Turco e Mazzocca guardano soprattutto ai primi giorni del 2008, quando, scaduti i 73 contratti con l'ospedalità privata stipulati tre anni fa, la Regione aprirà la trattativa per rinnovarli modificando al ribasso le tariffe. L'obiettivo contenuto nel piano di rientro è di tagliare di 70 milioni in due anni la spesa della sanità privata, passando dai 250 milioni del 2007 a 202 milioni nel 2008 e a 180 milioni nel 2009. È questo uno dei capitoli più spinosi. Ieri nel Lazio si è assistito a un'anteprima di quanto potrebbe accadere anche in Abruzzo. La società Tosinvest della famiglia Angelucci (che in Abruzzo ha la clinica S. Raffaele a Sulmona) ha minacciato 500 licenziamenti se il governatore Marrazzo applicherà le nuove tariffe per le prestazioni di assistenza sanitaria approvate nel luglio scorso dal consiglio regionale laziale. Ma risparmiare sulla sanità privata è strategico per poter arrivare al pareggio entro il 2009, evitando ulteriori tasse ai contribuenti abruzzesi. Allo stesso modo sarà strategico raffreddare ulteriormente la spesa farmaceutica che da gennaio a settembre è scesa di 25 milioni di euro. Mentre una mano sicura ai conti la darà il governo con l'aumento del fondo sanitario che nel 2008 sarà per l'Abruzzo di 2 miliardi 112 milioni. Tutti soldi che andranno spesi, come quelli del 2007, esclusivamente per la sanità. «Un fatto mai successo dal 2001», spiega Mazzocca, «e che spero sarà mantenuto per sempre». Una precisazione apparentemente ovvia. Ma fino al richiamo del governo che ha provocato il ricorso alla manovra da 86 milioni, i soldi della sanità venivano riversati nella della regione e non in quella della sanità e gli altri assessorati potevano anche ricorrervi secondo le necessità di bilancio. Per questo Mazzocca può dire che «la sanità non ha sottratto risorse alla regione». Perché rastrellando fondi altrove, la sanità si è ripreso ciò che era già di sua competenza. |