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PESCARA. Se nelle prossime settimane torneranno in piazza (ed è certo che torneranno) i cartelli con su scritto «Del Turco, Mazzocca, l'ospedale non si tocca», il presidente e l'assessore troveranno un alleato nel presidente della Federconsumatori Abruzzo Franco Leone. Non perché l'associazione dei consumatori approvi il piano dell'assessorato alla sanità, ma perché Leone vorrebbe spingere Del Turco e Mazzocca a fare di più per snellire la rete ospedaliera. «Bisogna avere più coraggio nelle scelte», dice Leone. «Prendiamo la Toscana. Quando Vannino Chiti era assessore alla Sanità di quella regione, ha avuto il coraggio di tagliare gli ospedali. Oggi Chiti è ministro. Questo vuol dire che non è vero che la gente non capisce. Sono i produttori di clientele a non capire. Sono coloro che proteggono un primariato. Capisco che urto le sensibilità dei sindaci, delle municipalità e dei corporativismi, ma gli ospedali generali non hanno più senso, non servono. Li vogliono difendere? Faccio presente che nel Teramano c'è un ospedale che ha un reparto di chirurgia senza sala operatoria. Però il primario c'è. Vogliamo continuare su questa strada? E chi paga? Oggi ogni abruzzese è indebitato per la sanità per 570 euro a testa. E l'Irpef e l'Irap sono ai massimi livelli in una regione le cui famiglie hanno un reddito inferiore alla media nazionale». Il territorio, dice l'ex segretario regionale della Cgil, ha bisogno di dare una risposta alle urgenze, alle assistenze domiciliari, al ricovero degli anziani, ai centri palliativi, gli hospice per i malati terminali («per i quali i soldi ci sono e non sono mai stati spesi») «ma poi», aggiunge Leone, «bisogna puntare su pochi centri d'eccellenza, per poter recuperare anche la mobilità negativa, cioè per impedire che gli abruzzesi vadano a curarsi fuori regione come spesso accade oggi». Per Ferderconsumatori, dunque, recuperare risorse alla sanità vuol dire deospedalizzare la sanità abruzzese. «Oggi spendiamo il 67% del budget sanitario per gli opsedali. È un'assurdità. La quota giusta, che la Regione dovrebbe inserire in Finanziaria, è il 50% per gli ospedali, il 45% per la rete di assistenza sul territorio, il 5 % per la prevenzione». Sulla sanità privata Leone invita a non demonizzarla. «Dobbiamo superare la logica dell'accreditamento a vita delle strutture. Dobbiamo mettere in piedi una competizione tra strutture sanitarie che si basi sulla qualità. Ma a questa competizione devono partecipare anche le strutture pubbliche». |