Data: 28/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Via i ticket sanitari, trovati 800 milioni. Finanziaria. Domani il confronto al Senato. Il premier: seguirò direttamente i lavori

ROMA. Pronta la copertura per mandare in pensione i ticket sanitari: si tratta di circa 800 milioni di euro che sono stati reperiti in parte dalla maggioranza e in parte dal Governo che oggi, nel corso di una nuova riunione in Senato, formalizzerà la proposta. E a coprire questa cifra, secondo quanto conferma il relatore alla Finanziaria, Giovanni Legnini, saranno in larga parte i tagli ai costi della politica: «Ci sarà un paniere di misure che comprenderà anche risparmi sulla gestione degli immobili pubblici, i consumi intermedi e anche una revisione dei costi della politica in senso stretto». Il premier, Romano Prodi, manda intanto un segnale forte alla sua maggioranza di Palazzo Madama e annuncia che intensificherà il suo impegno con i gruppi. Dopo le turbolenze in Senato per l'approvazione del decreto che accompagna la manovra il premier infatti annuncia che «da oggi ai prossimi mesi userò ogni mia personale energia per dare al Paese una Finanziaria fatta bene, forte. Da lunedì, assieme al ministro Tommaso Padoa-Schioppa, assumerò la guida e la responsabilità di seguire con i gruppi della maggioranza le procedure parlamentari».
Un'ottima notizia secondo Legnini ma anche secondo il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani, che rilancia: «Assieme alla Finanziaria, al Protocollo sul welfare, al decreto fiscale, io aggiungo anche le liberalizzazioni: ci sono tutte le possibilità di vedere approvato il terzo pacchetto nel corso dell'esame della manovra». Esame che non si preannuncia semplice ma per il quale maggioranza e governo attualmente si dichiarano fiduciosi di poter evitare il ricorso alla fiducia. Inizia inoltre parallelamente l'esame alla Camera del decreto fiscale licenziato la scorsa settimana in aula a Palazzo Madama con alcune modifiche non gradite al Governo (in particolare quella che raddoppia il bonus per gli incapienti) che dovrebbero saltare proprio a Montecitorio. Ma il senatore indipendente Fernando Rossi (ex Pdci, ora Movimento politico dei cittadini), firmatario della proposta passata con i voti della Cdl, replica al Governo che ritiene, dice il sottosegretario Mario Lettieri, che nello stesso senatore prevarrà «il senso di responsabilità». «Se cambiano la norma alla Camera - conferma però Rossi - quando torna al Senato non voto il decreto».

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