|
Il sostituto procuratore Bruno Auriemma ha concluso le indagini relative all'incidente mortale per il quale sono inquisite sette persone, tutte dipendenti dell'Anas, addetti ai controlli della SS.81. L'incidente, che si verificò il pomeriggio del 18 agosto di due anni fa, alle porte di Teramo, costò la vita al camionista 39 enne di Ripatransone (Ap) Marcello Ciarrocchi di 39anni. L'uomo, alla guida di un'autocisterna Iveco, che trasportava gas-propano liquido dell'Agip-Gas, dopo aver sfondato il parapetto sulla destra del ponte sul fiume Vezzola, finì sul greto sottostante, con un volo di oltre una decina di metri, rimanendo ucciso sul colpo.Grazie all'intervento dei vigili del fuoco venne evitata una tragedia ancora di più vaste dimensioni, col recupero della salma del conducente dell'autoarticolato, nel contempo fu messa sotto controllo la cisterna, dalla quale, a seguito del violento impatto sul greto del fiume, aveva preso ad uscire il gas liquido. Per il recupero dell'autoarticolato, si rese necessario l'impiego di una grande autogru fatta giungere appositamente da San Benedetto del Tronto. Per l'incidente sono indagate sette persone, tra dirigenti e tecnici dell'Anas, con l'ipotesi di concorso in omicidio colposo: gli aquilani Lorenzo De Paolis e Sandro Sellecchia, Guido Potassa di Bellante, Vincenzo Consalvo di Siena, i romani Angelino Fastiggi e Angelo Zangari e Antonio Tempesta di Rieti. Il camionista, imboccato il ponte Vezzola in direzione di Teramo, in prossimità del restringimento, arrestava la marcia per consentire il passaggio ad un veicolo che viaggiava in direzione opposta, vale a dire provenienza da Teramo e direzione Ascoli, Nel riprendere la marcia, l'autocarro, con la ruota gemellare esterna di destra, toccava uno spigolo del parapetto del ponte che sotto il peso dell'autoarticolato veniva sfondato, facendolo precipitare nella scarpata sottostante.
|