|
E'una giornata molto triste per Pescara quella dell'abbattimento della stazione di Portanuova. E' l'ultima conseguenza dell'accordo di programma De Cecco che fu approvato dal Consiglio Comunale ai tempi della giunta Pace con il sì di centrodestra e centrosinistra. Ma ci fu chi votò no, Rifondazione e Verdi. La stazione di Portanuova non meritava questo destino e avrebbe dovuto costituire l'elemento sul cui recupero puntare per la riqualificazione della zona. Fu inaugurata nel 1883, alla confluenza fra le linee per Foggia e Sulmona, e fu la prima vera stazione per Pescara. Tengo a precisare, per non essere trascinato nelle solite stancanti polemiche, che non attribuisco responsabilità agli imprenditori ma all'ignavia del ceto politico e anche di altre istituzioni. Perché la stazione Centrale è stata vincolata a suo tempo dalla Sovrintendenza e quella di Portanuova no? A proposito molti mi replicarono che si puntava sul nuovo e su una grande firma come Oriol Bohigas. Peccato che poi lo stesso architetto catalano abbia preso le distanze. Bohigas si è pubblicamente dissociato con un articolo pubblicato su D'Architettura, autorevole rivista nazionale. Non voglio mettere in discussione la qualità dell'intervento né riaprire polemiche ormai inutili, ma semplicemente ricordare ad una città ed a una politica smemorata che si potevano fare scelte diverse. Che questa storia serva per il futuro, per non ripetere gli stessi errori. Maurizio Acerbo (deputato e consigliere comunale) |