Data: 01/11/2007
Testata giornalistica: Ansa
Alitalia: Sindacati, appello su web 'Prodi non chiuderla'

"Prodi non chiudere Alitalia". L'appello - di iniziativa di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti - appare su un banner nella prima pagina del sito della Filt Cgil (www.filtcgil.it) ed è sufficiente cliccarvi per inviare una cartolina web sul cui retro c'é un testo che precisa meglio la richiesta. Successivamente, le cartoline saranno stampate e, una volta fatte firmare ai lavoratori dei diversi scali italiani, inviate direttamente al presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi nella sua sede di lavoro a Palazzo Chigi. "Ci aspettiamo che questa rappresenti una ulteriore pressione affinché il Governo prenda atto dell'ormai improcrastinabile necessità di assumersi, sulla vertenza Alitalia, le responsabilità che gli sono proprie" scrivono in una nota i quattro sindacati promotori dell'iniziativa. "Troppe sono le questioni che ancora richiedono chiarezza in merito alla vertenza Alitalia perché il Governo-proprietario continui a non intervenire. Noi crediamo, infatti, che la responsabilità che il Governo ha in questa vicenda sia troppo grande perché possa essere delegata ad un manager, seppur preparato, com'é" il presidente dell'Alitalia "Maurizio Prato". In questa fase, spiegano i sindacati, "non si tratta di scrivere un comune piano industriale o di rinnovare un ordinario contratto di lavoro; qui si sta discutendo della vendita della più grande e ancora pubblica compagnia aerea italiana, un'azienda che garantisce la mobilità di quasi 25 milioni di individui ogni anno e che dà lavoro a circa 20mila persone direttamente e indirettamente ad un numero tre o quattro volte superiore". "Economie di interi distretti - si legge nella nota - dipendono da Alitalia: se si pensa che soltanto negli scali di Fiumicino e Malpensa più di 100mila persone ricevono indirettamente lavoro dall'attività di Alitalia, è facile intuire come in distretti più piccoli, periferici, Alitalia rappresenti una delle principali, se non addirittura la principale, fonte di economia". Il destino di quest'azienda, prosegue la nota, "già ora trascina con sé quello di centinaia di migliaia di persone e quello di centinaia di altre aziende, piccole e grandi, in tutta Italia. Le decisioni circa il suo futuro, ancora di più, investiranno quelle persone e quelle aziende. Giunti a questo punto, dopo più di un anno dall'avocazione a sé del dossier Alitalia, dopo il fallimento della gara di vendita, Romano Prodi e il suo Governo non possono esimersi oltre dall'intervenire direttamente su questa vicenda, in modo tale che quanti sono coinvolti, aziende, territori, consumatori e, su tutti, i lavoratori e le loro famiglie, in una parola il Paese, possano ricevere la certezza di una gestione equa, trasparente e non predeterminata della privatizzazione, certezza che - concludono i sindacati - solo l'azione del Governo-proprietario può fornire"

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