Data: 03/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Alitalia scuote la Borsa sull'ipotesi Air One. Intesa Sanpaolo: lavoriamo su un progetto di combinazione delle due compagnie. Protesta Baldassarre per la sua cordata

MILANO. Se Alitalia dovesse finire ad Air One, Intesa Sanpaolo non sarà solo una finanziatrice dell'operazione, ma potrebbe entrare in società con una quota di minoranza. E' stata questa notizia, ieri, a tener desta l'attenzione in Piazza Affari, dopo il «giovedì nero» che aveva fatto scendere gli indici del 2%. Per tutta la giornata si sono rincorse voci, anche perchè notizie di stampa danno Alitalia (+2,67% in chiusura) in condizioni difficili dal punto di vista finanziario.
Dunque c'è fretta, bisogna intervenire. L'amministratore delegato non ha ancora fatto nomi, e ieri a rompere il silenzio è arrivata la nota di Intesa Sanpaolo: «Stiamo lavorando allo studio di fattibilità di un progetto riguardante la combinazione tra Alitalia e Air One. Il progetto potrà anche prevedere una partecipazione al capitale con una quota di minoranza». Le ipotesi si sprecano: Intesa Sanpaolo potrebbe entrare in Ap holding (la società di Carlo Toto che controlla Air One) oppure in una nuova azienda costituita per l'occasione. La soluzione è ben vista da Federmanager «perchè propedeutica ad un'alleanza con un vettore internazionale forte». E Air One ha come partner i tedeschi di Lufthansa. Invece l'ha presa male l'ex giurista Antonio Baldassarre, a capo di una cordata che concorre per l'acquisto della compagnia aerea. «Alitalia - dice - deve dare a tutti la stessa chance perchè quando si vende un bene pubblico, bisogna osservare certe regole previste dalle leggi. Una società pubblica non può scegliere un contraente come vuole perchè la vendita di azioni, seppur di minoranza, riguarda sempre la vendita di un bene pubblico».
Indici stabili. La Borsa è rimasta per gran parte del giorno in territorio negativo e solo in chiusura gli indici sono riusiti a riportarsi in parità. Ancora venduti i titoli delle banche, nella convinzione che la bufera dei mutui subprime non sia ancora finita. In ribasso Banco Popolare, Bpm e Intesa Sanpaolo. Molto deboli anche i titoli del settore costruzioni che scontano apprensioni per una possibile congiuntura negativa nel 2008. In rialzo Fiat, anche se i buoni dati sulle immatricolazioni sono usciti quando il mercato era già chiuso.
Leggermente più deboli le altre piazze europee: Parigi -0,18%, Francoforte -0,40% e Londra -0,84%. A un'ora dalla chiusura, Dow Jones a +0,12% e Nasdaq a +0,55%. Soprattutto negli States sono i titoli bancari a tener desta l'attenzione degli investitori. Dopo il crollo di Citigroup nelle giornata di giovedì, ieri è toccato a Merrill Lynch.
Sul fronte dei cambi, dollaro ancora più debole. L'euro ha così toccato un altro record a 1,4525 (la soglia critica di 1,50 è ormai alle porte). Il tutto davanti a notizie positive per l'economia americana: sono in aumento di 166 mila unità i posti di lavoro e la disoccupazione è stabile. Inoltre sono aumentati gli ordinativi alle industrie. Gli analisti sperano e scommettono su un altro taglio del tasso di conto nella prossima seduta della Fed l'11 dicembre.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it