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Prevalgono gli interessi sul lavoro e sullo sviluppo del comprensorio Smargiassi (Rifondazione) dice no VASTO. Il consiglio comunale dice sì all'ampliamento del porto di Punta Penna, un investimento da 145 milioni di euro teso a dotare lo scalo marittimo di opere foranee, banchine, piazzali ed edifici portuali. A favore del progetto hanno votato sia la maggioranza di centrosinistra che le minoranze di centrodestra. L'unico voto contrario è stato quello di Fabio Smargiassi, consigliere di Rifondazione comunista, partito che, insieme ad altre associazioni cittadine, soprattutto ambientaliste, aveva chiesto il ritiro del punto all'ordine del giorno. La discussione è durata circa cinque ore. Il dibattito non ha messo in luce solo alcune perplessità di tipo ambientale, soprattutto in ordine al fenomeno dell'erosione marina paventato dalle associazioni e da Rifondazione, ma ha ruotato soprattutto intorno alle scelte di sviluppo. Per i consiglieri della maggioranza e della minoranza non ci sono dubbi: il porto deve essere potenziato per assicurare al territorio e alla città lo sviluppo economico. Poco importa che sia distante pochi metri dalla riserva naturale di Punta Aderci, un'area di tutela che per l'amministrazione comunale dovrebbe rappresentare il volano dell'eco-turismo, ma che per Mario Olivieri, capogruppo della Margherita, «non sviluppa economia». Due progetti in stridente contraddizione che fanno il paio con il documento sullo spostamento della Fox Petroli (azienda che a Punta Penna produce biodiesel) approvato alcune settimane fa dall'assemblea civica. «Questa amministrazione non sceglie, vuole andare da tutte le parti», ha sentenziato Smargiassi (Rifondazione) pochi minuti prima che il consiglio votasse in favore dell'ampliamento del porto, avallando la scelta del Consorzio industriale e la sua conformità agli strumenti urbanistici. «Abbiamo il dovere di dare risposte al territorio», ha commentato il sindaco Luciano Lapenna (Ds), contrario al rinvio dell'argomento, «il porto deve essere ampliato ed adeguato per far fronte alle richieste delle aziende. Non possiamo perdere questo treno». Dello stesso tenore le dichiarazioni delle minoranze, dove più di un consigliere aveva però chiesto di rinviare l'argomento per dare modo alla cittadinanza, attraverso un'assemblea pubblica, di essere informata. La discussione è stata preceduta dalla presentazione del progetto, illustrato in aula dagli ingegneri Alberto Noli e Paolo Contini della Modimar. I tecnici hanno insistito sulla necessità di rendere «sicuro» il porto di Punta Penna, le cui carenze infrastrutturali lo rendono poco appetibile ai fini commerciali. Per metterlo in sicurezza e per potenziarlo occorrono 145 milioni e un lungo iter che prevede, tra l'altro, l'approvazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici e la procedura per la valutazione di impatto ambientale |