Data: 07/11/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Italia dei valori correrà da sola a Pescara. Già decisa la rottura con l'Ulivo: Costantini candidato sindaco

Montesilvano non c'azzecca niente, si capisce. Mica un assessorato là significa un'alleanza di qua, dice il dipietrista Carlo Costantini. Proprio no, «mi sento di escludere un accordo organico col Polo a Pescara» assicura alla fine il parlamentare dell'Italia dei valori, autore qualche giorno fa dell'ultimatum manzoniano alla giunta di Luciano D'Alfonso, l'appalto sull'area di risulta non si deve fare. Sennò arrivederci e grazie.
Non c'azzecca per modo di dire: dribbla Costantini, tiene la palla a centrocampo, aspetta scantona ma alla fine nonostante i condizionali le precauzioni e i distinguo, Italia dei Valori la sua decisione l'ha presa in un direttivo di quindici giorni fa, subito dopo l'uscita dalla maggioranza di centrosinistra alla Regione. «Alle elezioni comunali di Pescara correremo da soli, e il nostro candidato sindaco è Carlo Costantini» rivela da Bologna l'assessore allo Sport del Comune di Pescara Rocco Persico, «la decisione è stata assunta all'unanimità dal direttivo del partito». Il partito di Di Pietro rompe con l'Ulivo, un pezzo che si stacca e che giocherà la sua partita da solo ma che forse potrà essere recuperato al secondo turno, e si sottolinea forse. Il Polo c'entra eccome perchè alla fine a Sospirino i dipietristi gli fanno un favore grosso così, assessorato di Montesilvano a parte: insomma accordo organico no, ma un jolly da giocare per vincere la partita elettorale proprio sì.
Una decisione scontata secondo Costantini: «Le richieste di trasparenza e legalità avanzate dall'Idv già nel vertice di un anno fa sono state completamente disattese, tante volte siamo stati costretti a votare no in consiglio comunale: il nostro elettorato si aspetta decisioni conseguenti e coerenti. In questo scenario la prospettiva di una proposta autonoma di Italia dei valori non dovrebbe sorprendere più di tanto», ma la decisione assicura il parlamentare ex Margherita deve ancora essere ufficializzata dal partito. «E tutto va confrontato con Di Pietro - rilancia, più cauta, la vice presidente del consiglio comunale Gina Ciccarelli - La decisione non è ancora ufficiale, sarà il partito a decidere».
Lo scenario però Costantini già se lo immagina. «Metteremo sul piatto dieci punti programmatici di quelli seri e trasparenti (non come la variante delle invarianti sulla quale Rifondazione si accordò col solo sindaco), e su quelli cercheremo le alleanze senza vincoli o condizionamenti ideologici». Che significa più col centrodestra che col centrosinistra. «Perchè - spiega il parlamentare - se il centrosinistra non marca la discontinuità rispetto a certi metodi che riguardano appalti e trasparenza e concorsi, se continua a dire che in questi anni ha operato bene, noi non ci staremo». Dichiarazione di guerra, anche un po' ingrata visto che il primo assessore comunale finito nelle maglie della giustizia porta proprio la targa di Italia dei valori, ma la linea è tracciata anche a livello nazionale.
Così alle elezioni di primavera l'Idv farà come i Teddiboys nel 2003, «ma le poltrone non ci interessano», mettono le mani avanti a Italia dei Valori. Quindi Luciano D'Alfonso contro Costantini. Il sindaco uscente e non si sa quanto rientrante, nel senso che potrebbe non essere lui il candidato alle elezioni di primavera, punta tutto sulle primarie. «Sarà questa la sfida delle prossime elezioni, lo strumento di sintesi per individuare la migliore energia per il centrosinistra, e per dare più forza alla coalizione», dice Luciano D'Alfonso. «Che l'Idv corra da sola non è un dato negativo -aggiunge lui - Anzi ci fornirà uno stimolo in più per vincere. Il sommovimento a livello nazionale inquadra l'Idv come una sorta di Eta Beta che può attrarre consensi anche dal centrodestra: e in questo senso bisognerà capire se l'autonomia dei dipietristi vale solo per il primo o anche per il secondo turno, ammesso che ci sia. Ma in generale può essere positivo registrare candidature multiple». Lui, D'Alfonso, assicura che farà ciò che gli chiederà la coalizione. «Farò tutto: comizi, impegno per una mia candidatura a consigliere comunale». E il sindaco? «Anche il sindaco, se me lo chiederanno». Se, sia chiaro.

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