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Vertice notturno con Lolli, Ginoble e Del Turco: accordo quasi fatto
Alla vigila della proclamazione a segretario del Partito democratico abruzzese, il sindaco di Pescara è in isolamento in un buen ritiro ai colli, come è sua abitudine prima di ogni evento importante. Ma questa volta santi e preghiere non c'entrano, studia la relazione che leggerà alla presenza dei 122 eletti alle primarie e dei 66 delegati all'assemblea costituente nazionale, del presidente del Senato Franco Marini, del sottosegretario allo Sport Giovanni Lolli e del presidente della Regione Ottaviano Del Turco. Poi, il suo primo impegno da segretario: «Sarà quello di valorizzare al meglio i risultati già raggiunti dalle nostre classi dirigenti, e nello stesso tempo metteremo a punto un'agenda di priorità in cui tracceremo una gerarchia di decisioni». E' diplomatica la risposta di D'Alfonso, ben attento a non urtare le suscettibilità regionali, valorizzare significa proprio questo: aiutare a migliorare senza bocciature. Ma la sua mission, annuncia, farà perno su due punti importanti: i 48 mila precari della Regione e i 40.000 ancora in cerca di lavoro, dato fermo dal '92: «Una comunità di 85 mila persone che attendono una risposta dalla classe dirigente, e che noi riusciremo a fornire se saremo in grado di far aumentare il numero delle imprese e di conseguenza il numero degli occupati». Scava nei dati economici il segretario, e trova che in Abruzzo c'è una domanda di utilizzo di energia elettrica industriale inevasa pari a centomila tonnellate l'ora: «Da noi si consumano circa 950 mila tonnellate, questa ulteriore richiesta significa che c'è un potenziale economico su cui dobbiamo lavorare per movimentare l'economia regionale. Un altro dato significativo è che ogni giorno in Abruzzo nascono dieci nuove imprese artigiane». Rimettere in moto l'economia, fornire certezze e futuro a quella comunità mista di precari e disoccupati significa anche riuscire a mobilitare almeno un terzo di quei tre miliardi di euro di depositi bancari, «fornendo incentivi giusti per indirizzarli nel circuito vitale dell'economia» che in Abruzzo conta un pil di 25 miliardi di euro. Parlerà di questo Abruzzo D'Alfonso, di un Abruzzo fatto anche di 50 mila creativi o di 50 mila operatori no-profit e di altri 60 mila dediti all'associazionismo. E della necessità di un progetto politico vero, «per questo il Pd dovrà essere declinato come un partito-funzione», parlerà dei grandi e dei piccoli aspetti di questa regione, di quelli negativi come il flusso di 151 milioni di vetture l'anno indicatore di una tendenza al forte inquinamento, e di quelli positivi come la dotazione media di 2,5 metri quadri di verde per abitante che segnala un territorio dove la qualità della vita potrebbe essere ottimale. Ed è in quel trattino tra potrebbe e potrà, in quella divaricazione tra potenzialità e realtà che si inserisce l'impegno del nuovo segretario del pidì. «Ho una grossa energia e una forte carica», annuncia. Aspettando Sulmona. |