Data: 14/11/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Illegali i bus ibridi sulla strada parco. Denuncia dei sindacati contro l'iniziativa anti-filobus di Giammorretti.

Se doveva essere una provocazione non poteva sortire miglior effetto, considerato il putiferio che ha scatenato. I due autobus ibridi della Ctp di Napoli che il consigliere provinciale Aurelio Giammorretti ha portato domenica e lunedì sulla strada parco (e che ha presentato ovvero presenterà in tutti i capoluoghi di provincia abruzzesi) hanno suscitato la vibrata reazione di Cgil, Cisl e Uil settore trasporti, firmatari di una durissima nota di protesta e di denuncia «per gravi violazioni»; l'iniziativa ha anche molto irritato Paola Marchegiani, consigliere comunale e presidente della commissione ambiente, la quale, unendosi al coro dei sindacati, l'ha bollata come «clandestina e illegittima».
Giammorretti è un accanito oppositore del filobus sulla strada parco e si sta battendo perché su quella striscia d'asfalto che corre da Pescara a Montesilvano viaggino autobus non inquinanti ma non il Phileas della Balfour Beatty, «che con pali e fili elettrici avrebbe un impatto troppo invasivo sulla strada parco». Giammorretti ha così convinto la napoletana Ctp (Compagnia trasporti partenopei) e la torinese Gtt (Gestione trasporti torinesi) a farsi una passeggiata espositiva di bus ibridi ed elettrici a Pescara. «Da giovedì a domenica proporrò il bus elettrico della Gtt» ha già annunciato, rendendo ancora più incandescente la situazione. La Marchegiani e i tre sindacati hanno denunciato «la totale mancanza di autorizzazione a circolare per i bus e la grave violazione del codice della strada, essendo la strada parco vietata al transito di ogni mezzo a motore». Una rapida verifica ha consentito di accertare che non c'è stata nessuna autorizzazione all'iniziativa sperimentale: né dal sindaco né dal comando dei vigili urbani, «eppure quei mezzi circolano liberamente e senza controllo, la violazione di quell'articolo del codice prevede sanzioni amministrative e la sospensione della carta di circolazione del mezzo da 2 a 8 mesi: com'è possibile tutto questo?» tuonano i sindacati. Giammorretti, nient'affatto intimorito, addirittura rilancia e annuncia lettere d'invito ad associazioni culturali, ambientaliste e imprenditoriali e a cittadini «a prenotarsi per un viaggio sul bus elettrico sulla strada parco da giovedì a domenica». Giammorretti non risparmia strali all'ingegner Sorgentone, leader del comitato strada parco, che sabato ha consegnato in Comune ottomila cartoline anti-filovia: «Sorgentone ruggisce in piazza ma di fronte alle autorità ammutolisce - ha detto il consigliere provinciale -. Non ha senso porre a D'Alfonso domande cui solo la Regione può rispondere». Giammorretti condivide l'esigenza di un trasporto pubblico di massa sulla strada parco «ma sarebbe meglio utilizzare grandi bus senza fili e tralicci, e non ha senso spendere 31 milioni per 5 chilometri di percorso». Con l'appalto del filobus già assegnato alla Balfour Beatty, l'impressione è che il tempo per cambiare idea sia già scaduto.

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