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AVEZZANO - Vertenza sul trasporto regionale, i sindacati proclamano uno sciopero di otto ore, dalle 9 alle 17, per il 20 novembre. La preoccupante precarietą in cui versa il trasporto ferroviario abruzzese e il peggioramento complessivo delle relazioni industriali e del servizio offerto, in particolare sulla tratta Pescara - Roma, spingono i sindacati regionali dei ferrovieri a una prima azione di protesta. Sott'accusa la riorganizzazione del sistema che ha ridotto il trasporto ed ha aumentato, in alcuni casi, l'isolamento. Treni in ritardo, corse soppresse, motrici vecchie e malandate che non riescono a trascinare i vagoni sulla salita di Colli di Montebove. Incontri su tavoli istituzionali tra Ministero, Provincia e Regione che cercano di trovare i soldi per ammodernare la linea. Proclami dei politici che giornalmente chiedono al ministro dei Trasporti di trovare una soluzione al grave problema soprattutto della linea ferroviaria Pescara - Roma. Va registrata anche una presa di posizione di Sabatino Aracu (FI) della Commissione trasporti della Camera che, in una interrogazione parlamentare al ministro dei Trasporti, lamenta «i troppi, intollerabili disservizi e ritardi che si verificano con frequenza quasi quotidiana lungo tutta la tratta ferroviaria abruzzese e, in particolar modo nell'Abruzzo interno, e per richiedere la tempestiva modernizzazione della rete». «Nonostante le reiterate promesse e gli stanziamenti previsti - afferma il deputato abruzzese - il trasporto su rotaia dell'intera regione versa ancora in condizioni indegne. Sulla tratta principale Roma - Pescara si impiegano ancora quattro ore per percorrere meno di 200 chilometri». «Sento il dovere di urlare - conclude il parlamentare - tutto il disagio e la vergogna per la questione ferroviaria abruzzese che, anche alla luce del grande imminente evento dei Giochi del Mediterraneo che interesserą un gran parte del nostro territorio, rischia di far precipitare l'Abruzzo e la sua economia e immagine in una situazione tanto anacronistica quanto pericolosa». |