Data: 16/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Strada parco, Grippo blocca il bus elettrico. I vigili danno lo stop a Giammorretti che si infuria e annuncia: rifarò il test

Ma D'Alfonso prende le distanze dal consigliere «Iniziativa personale»

PESCARA. Alle 17,20 di ieri il bus ecologico con a bordo Aurelio Giammoretti parte da piazza Italia, destinazione strada parco. Alle 17,21, prima fermata a richiesta, con la polizia municipale che già intima l'alt: «Patente e libretto di circolazione». Il consigliere provinciale scende, s'infuria, chiama al telefono il sindaco che non risponde mentre arriva anche il comandante dei vigili urbani Ernesto Grippo. Ma i documenti sono in regola, niente multa, e alle 17,40 si riparte sotto scorta della polizia municipale che blocca tutti gli accessi alla strada parco. «Ma io vado avanti», è la promessa.
Il bus da 15 posti, sorvegliato speciale, percorre corso Vittorio Emanuele con la polizia municipale che lo tallona. Aurelio Giammoretti sul bus si sfoga: «Un amministratore pubblico non deve avere pregiudizi, ha il dovere di sperimentare. Chi non lo fa non ha diritto di governare». Ma il bus elettrico non può transitare sulla strada parco: il Comune ha negato l'autorizzazione richiesta dal consigliere provinciale. All'imbocco della strada parco, il bus si trova la via sbarrata dalla pattuglia dei vigili urbani e procede, quindi, per viale Bovio, via del Milite ignoto per infilarsi così sul percorso pedonale e ciclabile. Ma la polizia municipale è ancora pronta a chiudere la strada: «Questo è un controllo ad personam», tuona, scendendo dal bus, il consigliere provinciale che si trova davanti Guia Marconi in bicicletta: «Qui il bus non passa», grida l'ambientalista. In piazza San Francesco, il bus è preceduto dalla pattuglia del comandante. Il conducente del bus, mette la freccia a destra ma non svolta e semina la Fiat Marea costretta a un'inversione di marcia ma, anche da via Cavour, accedere alla strada parco è impossibile.
Così si torna a casa e mentre il bus percorre viale Bovio, Giammoretti riesce finalmente a parlare con il sindaco Luciano D'Alfonso: «Uno spettacolo indecente, la polizia municipale ha marcato il viaggio controllando tutti gli accessi alla strada parco». «Ok, a dopo», così lo liquida il sindaco che, alle 22.15, prende le distanze: «E' una sua iniziativa personale».
Il viaggio finisce alle 18,25 con il consigliere provinciale che annuncia per oggi altri giri e altre corse e un'assemblea pubblica alle 18.30 nella sede del quartiere 5, proprio mentre comincia il balletto delle dichiarazioni: «L'iniziativa di Giammorretti», attacca Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco, «è discutibile per l'utilità e l'opportunità e, se attuata senza autorizzazioni, anche censurabile. La levata di scudi dei sostenitori della filovia è dettata dalla preoccupazione di vederne confermata l'inutilità rispetto al trasporto con piccoli bus elettrici. Ci aspettiamo», si augura, «che sia la Gtm a fare l'esperimento in modo da verificare il numero di passeggeri, in tempi di percorrenza, le ripercussioni sul traffico cittadino, l'impatto con la popolazione e i costi di gestione», così si conclude l'appello a Gtm, Comune e Regione Abruzzo. «E' stato necessario», afferma invece Luigi Albore Mascia, «l'intervento della polizia municipale per porre fine alla sceneggiata di Giammoretti. Tre pattuglie sono state costrette a correre dietro al bus per evitare che accedesse alla strada parco, pattuglie che l'amministratore ha irresponsabilmente distratto dal controllo del territorio. Comunque, dopo cinque giorni di polemiche e bagarre, anche l'ufficio traffico del Comune, con il neo dirigente Stefano Di Re, si è svegliato negando ufficialmente l'autorizzazione al transito sulla strada parco». Al comandante dei vigili è andato il «grazie» di Maurizio Biondi per aver impedito l'accesso sulla strada parco.

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