Data: 18/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Salari reali fermi da due anni. Lo rivela uno studio del Senato, cala il risparmio

ROMA. E' «bloccato» da due anni il potere d'acquisto delle famiglie italiane, nonostante guadagnino leggermente di più rispetto al passato: colpa delle maggiori tasse e spese. E' la fotografia dello stato dei redditi del Belpaese secondo una recente indagine del Servizio Studi del Senato che si basa su dati Istat e Bankitalia. Secondo quanto rilevano gli esperti di palazzo Madama, nel 2006 per il secondo anno consecutivo, il potere d'acquisto è rimasto invariato, nonostante l'aumento del reddito disponibile del 2,7%.
Non solo, ma mentre la spesa per consumi ha fatto registrare un incremento dell'1,5% il risparmio ha segnalato una contrazione dell'1,3%: in pratica, si è collocato all'11%, il valore più basso dal 2000. Ildossier sottolinea che il carico fiscale e contributivo sulle famiglie è peraltro salito dello 0,7% (essendo passato dal 28,1% del 2005 al 28,8% del 2006).
I salari delle famiglie italiane sono cresciuti nel 2006 soprattutto grazie all'andamento favorevole dei rendimenti delle attività finanziarie nette, cresciuti del 6,6%. In particolare hanno contribuito alla crescita dei redditi gli interessi netti (+6,5%), che hanno avuto un effetto netto positivo di oltre 3 miliardi di euro sul reddito delle famiglie, i dividendi (+6,7%) e i rendimenti delle assicurazioni sulla vita (+7,4%). A fronte di un aumento dei salari, però, le famiglie hanno dovuto anche pagare più tasse: gli esperti di palazzo Madama affermano che il forte aumento delle imposte (+8,4%) è imputabile per larga parte all'Irpef (+6,4%) e alle imposte sulle attività finanziarie. In totale l'incidenza delle imposte sul reddito è passata dal 13,9% (2005) al 14,6% (2006). Se si aggiunge un aumento del 4,4% dei contributi sociali, effettivi e figurativi, si arriva a un incremento del carico fiscale e contributivo del 28,8%. Ma ad alleggerire il portafogli, non sono solo le tasse: aumentano, infatti, anche le spese per i consumi.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it