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È l'ora della verità. Domani, inizio ore 10, il consiglio comunale si esprime sull'esito del referendum del 23 settembre scorso, indetto per abrogare il Piano urbano del traffico. Un appuntamento elettorale che ha visto più di 13 mila pescaresi chiedere la revoca del Put su 21 mila votanti. E poiché l'unione fa la forza, le associazioni e i comitati di commercianti e residenti del Fronte del Sì, si sono uniti in una federazione per esprimere con più forza il dissenso al Piano. La neonata federazione assicura la presenza in sala consiliare con tanto di striscioni. «Saremo in massa - annuncia Barbara Cazzaniga, gioielliera - perché i nostri amministratori hanno avuto tutto il tempo per capire che il piano traffico non ha portato a nulla di buono. Ora ci aspettiamo che agiscano di conseguenza, cancellandolo». La federazione comprende numerose associazioni: da "Pescara nostra" a "Pescara centro", da "La Radice" ai comitati di commercianti e residenti di via D'Avalos. Uno spaccato della realtà cittadina che chiede di essere ascoltata. «Non si parla più di centro ma di tutta la città che chiede un cambiamento netto, in termini di viabilità, all'amministrazione comunale - spiega Alessandro Acerbo, commerciante -. I nostri politici, che per il referendum hanno portato avanti una campagna elettorale a favore del piano con tanto di volantinaggio nelle piazze e nei mercati, devono prendere atto della sconfitta. Un centro commerciale non può essere chiuso al traffico come se fosse un centro storico. Ai commercianti che investono nella città, tutto questo non va bene». Nella polemica che anticipa quello che sarà un consiglio infuocato, s'inserisce l'opposizione di Palazzo di città, schierata al fianco dei commercianti. «Rivolgo un appello ai cittadini affinché prendano parte alla seduta di domani per chiedere a gran voce l'abrogazione del Piano urbano del traffico - dice Luigi Albore Mascia, consigliere di An -. L'assise dovrà esaminare due delibere: quella proposta dalla maggioranza, di mero recepimento del risultato del referendum senza però assumere alcun provvedimento in forte dispregio della democrazia; e l'altra dell'opposizione, con la quale chiediamo l'abrogazione del Put e che rispetta la chiara volontà espressa da migliaia di elettori al referendum». Mascia aggiunge inoltre che finora il Put è stato attuato solo al 30 per cento, «quindi l'assessore Mancini dovrebbe coraggiosamente prendere atto che quel 30 per cento è poca cosa, ed ha solo procurato danni alla città». In particolare, l'opposizione spingerà per «riaprire la rampa dell'asse attrezzato che conduce in centro ed eliminare quella rotatoria scandalosa in via Marconi, all'altezza di via Colonna», annuncia Nicoletta Verì, capogruppo di Forza Italia. Non ci sono vie di mezzo per Carlo Masci, capogruppo Udc: «Il piano deve essere revocato senza se e senza ma. Speriamo di trovare in aula voci critiche e libere nella maggioranza in grado di opporsi a questo strumento». E un primo segnale di distensione la maggioranza in Comune l'ha già mandato: con un ordine del giorno firmato dai consiglieri di centrosinistra si invitano sindaco e giunta a «ricercare ogni utile confronto con le organizzazioni sociali cittadine per meglio indirizzare gli strumenti di programmazione del Piano traffico, ad accelerare la realizzazione di altri interventi programmati quali rotatorie, itinerari ciclopedonali e Ztl e a promuovere un approfondimento per superare elementi di difficoltà nel Piano, ad esempio ipotizzando una rotatoria in via Bardet per ripristinare il doppio senso».
Mancini apre ma non torna indietro
«Spero che siano evitate manifestazioni sopra le righe nel rispetto del luogo e di chi ha partecipato al referendum». Così l'assessore al traffico Armando Mancini in merito alla seduta consiliare in programma per domani. «Sarà il consiglio comunale a decidere il valore del voto referendario - osserva poi l'assessore -. Ma con una certezza: il piano traffico è stato votato e approvato dal consiglio che crede nell'importanza di questo strumento. Cercare di sollevare la piazza come sta facendo l'opposizione mi sembra fuori luogo. Quella di domani deve essere una riflessione serena. Invito tutti al buonsenso». Si aggiunge a Mancini la voce del consigliere del Pidì Enzo Del Vecchio: «Terremo conto dell'indicazione del referendum, che non significa revocare il piano. Con un ordine del giorno chiederemo al sindaco di risolvere le criticità finora evidenziate e di realizzare una rotatoria in via Bardet dove bisognerà ripristinare il doppio senso di marcia».
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