Data: 19/11/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Fondi Ue, basta spenderli male» Orlando: negli ultimi 6 anni sperperati tre miliardi

L'AQUILA. «I circa due miliardi e 900 milioni di euro di fondi strutturali dell'Unione Europea e di fondi Cipe e di accordi di programma del Governo, che sono arrivati in Abruzzo negli ultimi sei anni, sono stati utilizzati molto male, anzi in larga parte sperperati. Bisogna invertire la rotta perché alla luce delle ristrettezze di bilancio, per l'80 per cento vincolato alla spesa sanitaria, il futuro dell'Abruzzo è legato al virtuoso impiego dei tre miliardi di euro che saranno inviati da qui al 2013 da Bruxelles e da Roma». Ha da pochi giorni ritirato le dimissioni tornando al timone della Commissione Bilancio, ma il consigliere regionale di Rifondazione comunista Angelo Orlando è sempre sul piede di guerra e propone "lacrime e sangue".
Alla vigilia della ripresa dell'attività dell'organismo che aveva lasciato in dissenso con il metodo di lavoro attuato dagli alleati del centrosinistra, presenta un'altra dura denuncia, questa volta per criticare le scelte regionali su fondi Cipe e strutturali. Il forte richiamo guarda anche al futuro: è infatti legato alla discussione del Bilancio e della Finanziaria 2008 che anche quest'anno saranno all'insegna di conti tutti in salita.
Sui due provvedimenti, al centro dell'attività della commissione bilancio da qui alla fine dell'anno, Angelo Orlando suona la sveglia alla giunta regionale.
«Invito la giunta ad approvare subito la proposta ed inviarla al Consiglio. Un mimino di indirizzo bisogna pur darlo e serve tempo per fare scelte non approssimative ma mirate». Orlando poi entra nel merito: «Nel Bilancio di quest'anno non si potrà fare la solita spalmatura di risorse sugli assessorati. Infatti, considerando la quota sanitaria e le spese obbligatorie, da gestire rimarrà al massimo la somma di 250 milioni di euro.
L'"economia di guerra" quindi toccherà tutti. Ed allora l'elemento più importante per il bilancio annuale e pluriennale diventa il documento di programmazione economico finanziario. Per i progetti di sviluppo», chiarisce l'esponente del Pdrc, «sono fondamentali, al di là di finanziamenti dello Stato sui quali non ci sono notizie certe, le risorse che derivano dai fondi comunitari e dal fondi delle aree meno sviluppate che arrivano dal governo». Nell'imminenza delle lunghe sessioni di Bilancio della sua commissione, Orlando torna sui motivi che lo hanno spinto a rientrare in gioco.
Secondo l'esponente di Rifondazione comunista al di là degli attestati di stima, non è che sia cambiato molto. «C'è una situazione che va vista attentamente perché è grave. Non voglio dare a nessuno l'alibi del disimpegno, quindi, torno a lavorare».
Il presidente della commissione Bilancio detta condizioni "vecchie".
«Farò in modo che tutti i canali di finanziamento siano chiari e conosciuti da tutti», spiega, «non si dovrà più ragionare per compartimenti stagno. Prima delle singole decisioni si deve conoscere l'analisi complessiva. Insomma, l'indirizzo va dato prima. Bisognerà agire con il metodo dello Stato, basato sul bilancio decisionale e poi su quello gestionale. Non contano tanto gli assessorati o le unità previsionali di base, ma devono essere individuati missioni e programmi». Orlando avverte: «Dirò con chiarezza come stanno esattamente le cose per evitare la logica dell'emergenza».
In tal senso, per il consigliere regionale di centrosinistra è negativo quando sta accadendo nel Pd. «La politica del Pd manca di chiarezza: ancora oggi si legge con lenti diverse e quindi sarebbe opportuno che l'ecumenismo dell'investitura si trasformasse in omogeneità di indirizzo politico, se no la confusione è destinata de essere imperante e catastrofica».

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