|
Risorse per lo sviluppo e il potenziamento delle attività mercantili ORTONA. Nella finanziaria del governo Prodi spuntano i 36milioni di euro che il ministero delle infrastrutture ha deciso di stanziare per potenziare il porto di Ortona riconosciuto come scalo d'interesse regionale e nazionale per i collegamenti con il Medio Oriente e l'Europa dell'Est. Nel documento del governo, il finanziamento viene destinato alla progettazione e realizzazione del braccio sud della diga foranea. Con la conclusione dell'iter per l'approvazione della legge finanziaria, insomma, arriveranno, nel 2008, anche i fondi. Intanto, sono state sbloccate le procedure per l'erogazione del finanziamento Cipe, 480mila euro, che saranno impiegati per il nuovo piano regolatore portuale. L'ultimo strumento urbanistico dedicato allo scalo marittimo risale al 1969 e la diga foranea rientra nelle opere per la difesa a mare previste da quel piano. E al porto sono ricominciati da qualche mese i lavori per completare il braccio nord della diga foranea. La prima parte dell'opera, finanziata con fondi Cipe per 23milioni e 900mila euro, sarà conclusa dalla ditta Sidra entro il 22 dicembre 2008. In totale, per il braccio nord della diga sono stati stanziati 42milioni di euro, 18 per il primo lotto e 24 per il secondo. «Il braccio che prolungherà il molo sud sarà realizzato con le stesse tecniche e gli stessi principi del braccio nord», spiega Antonio Giordano, dirigente dell'ufficio tecnico del Comune, «il costo per l'opera sarà leggermente inferiore perché sarà più corto dato che il vento che crea maggiori problemi per lo scalo arriva da nord». L'assegnazione del finanziamento di 36milioni di euro è stato fortemente voluto dal ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro. Lo sviluppo dello scalo ortonese, considerato come porto- cerniera verso Europa dell'Est e Medio Oriente, in vista dell'apertura del libero mercato nel Mediterraneo nel 2010, figura tra le priorità indicate dal ministero in concerto con la Regione. La diga foranea, una volta completata, ridurrà il fenomeno dell'insabbiamento del bacino portuale causato dalle correnti di nord-est e che, ogni anno, riduce la profondità della canaletta d'ingresso creando problemi soprattutto alle navi mercantili. La barriera eliminerà anche il fenomeno di risacca che condiziona le attività del porticciolo turistico. |